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FIORano. DOPO L’ESITO DELLE REGIONALI

Biagini: «Scarsa affluenza Lascio la segreteria Pd»

Biagini: «Scarsa affluenza Lascio la segreteria Pd»

FIORANO. Marco Biagini si è dimesso da segretario del Pd di Fiorano. Resta assessore alle politiche del lavoro e ai servizi sociali, continua a militare nel partito, ma non è più uno dei più giovani...

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FIORANO. Marco Biagini si è dimesso da segretario del Pd di Fiorano. Resta assessore alle politiche del lavoro e ai servizi sociali, continua a militare nel partito, ma non è più uno dei più giovani segretari della provincia. Non adduce motivazioni di maniera (il troppo lavoro, le incombenze dell'assessorato) per spiegare le sue dimissioni, così come le ha motivate al segretario modenese Lucia Bursi con lettera. «È chiaro che l'impegno è gravoso – spiega – ma per me è più importante dare un segnale. E vista la scarsissima affluenza alle urne che ha visto Fiorano come il secondo peggior comune della provincia, trovo giusto che chi aveva delle responsabilità politiche in quel frangente, cioè io, faccia un passo indietro. Secondo me in presenza di un fallimento sarebbe giusto che questo tipo di scelte venissero fatte più spesso». Senza alludere direttamente a nessuno, Biagini sembra indirizzare qualche critica anche ai vertici del partito, che nel modenese non sta godendo di un ampio consenso, stando almeno ai risultati delle regionali. Eppure solo a inizio 2014 Biagini era il segretario capace di portare 2mila persone alle urne per le primarie del sindaco di Fiorano. «Qualche cosa nel lavoro fatto successivamente a tutti i livelli evidentemente non funziona. Io preferisco dare un segnale che chi è coinvolto in un errore se ne fa carico». Le riflessioni comunicate alla Bursi nella missiva non si fermano qui, ma raggiungono la politica nazionale: «Non è un mistero che non condivida certe scelte del governo Renzi, ma del resto chi ha la maggioranza decide. Però stanno uscendo così tanti scandali, così tanti coinvolgimenti di esponenti di vertice dei partiti, compreso il mio, che non me la sento più. Mi piace dire che per rappresentare bisogna sentirsi rappresentati. Ecco, io al momento faccio fatica a sentirmi rappresentato dalla classe politica a cui faccio riferimento, perciò anche rappresentare, metterci la faccia per primo sul territorio, mi pesa molto. Continuerò a lavorare per il Pd, come e più di prima, ma con questa differenza».

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