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Monchio, un altro ergastolo per l’eccidio

Monchio, un altro ergastolo per l’eccidio

Palagano. Sentenza per Odenwald. Il legale dei familiari delle vittime: «Risarcimenti, ora causa civile contro la Germania»

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PALAGANO. È arrivata la sentenza di condanna all’ergastolo anche per l’ultimo imputato la cui posizione era ancora aperta: Helmut Odenwald, capitano e comandante della decima batteria di contraerea, che ordinò e coordinò il cannoneggiamento da Montefiorino su Monchio, Susano e Costrignano il 18 marzo 1944. Odenwald ha visto ribaltata la precedente sentenza di assoluzione. Per lui, appunto, l’ergastolo e la conferma di tutte le provisionali da versare ai familiari delle vittime. Quel cannoneggiamento fu premessa necessaria al successivo rastrellamento dei civili nelle tre borgate e al loro massacro. Ieri la Corte d’Appello militare di Roma, alla quale la Cassazione aveva rinviato gli atti dopo l’impugnazione della precedente assoluzione da parte dei familiari delle vittime, ha così deciso e messo la parola fine. Una sentenza che dà ancora più forza e convinzione ai familiari che, assistiti dall’avvocato Andrea Speranzoni, ora stanno preparando la causa civile contro la Germania per il pagamento dei risarcimenti previsti dalla sentenza di primo grado. «Forti del recente pronunciamento della Corte Costituzionale, ora andremo avanti - spiega Speranzoni - la Corte aveva dichiarato incostituzionale la legge italiana del 2013 che recepiva i contenuti della sentenza dell’Aja secondo cui la Germania non era tenuta a pagare. Quindi, eserciterò, in nome e per conto dei miei assistiti, tutti i diritti previsti cercando di garantire i loro crediti sui beni tedeschi presenti in Italia. E auspico che nessuno dimentichi come, malgrado tutto, la stessa Corte dell’Aja abbia pur affermato che la Germania avrebbe dovuto autonomamente affrontare il problema dei risarcimenti. Fu un monito ben chiaro a far sì che comunque se ne facesse carico in qualche modo. Qualcosa sta cambiando, ma accade in modo troppo lento e timido». La condanna di Odenwald arriva dunque dopo l’altro ergastolo, quello inflitto ad Alfred Luhman, e la condanna in sede civile per Ferdinand Osterhaus. «Sono estremamente soddisfatto, è un cerchio che si chiude - ha spiegato ieri il sindaco di Palagano, Fabio Braglia - l’unica grande amarezza me l’hanno data l’atteggiamento e le affermazioni dell’Avvocatura dello Stato e della presidenza del Consiglio dei Ministri che hanno fatto di tutto perchè la Germania non venisse tirata in causa, chiedendo anche di annullare le richieste delle parti civili. È triste assistere a tutto ciò, pensavamo di essere tutti dalla stessa parte. Comunque sia, ora andremo avanti e l’auspicio è che lo Stato, preso atto della verità storica che è stata stabilita, riconosca anche a Palagano la tanto attesa e meritata medaglia d’oro al valor civile che fino ad oggi ci è stata sempre negata».

Claudia Benatti

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