Ragazza barricata in bagno mentre i ladri sfondano la porta
Minuti di terrore per la diciassettenne da sola nella villetta mentre aspettava il rientro dei genitori: La casa svaligiata mentre lei dà l’allarme. Sente i calci e all’improvviso si trova un bandito di fronte
Ha sentito un rumore di vetri infranti dentro casa, passi concitati, parole straniere e si è chiusa in bagno. Poi i passi sulle scale, qualcuno che agitava la maniglia. Momenti di tensione. Gli sconosciuti che calciavano la porta fino a romperla. E una volta spalancata la porta, ha visto in faccia uno dei due ladri. Uno stupore reciproco. Il ladro ha cercato di tranquillizzarla ed è subito scappato con il bottino pochi attimi prima che arrivassero i genitori e la polizia.
È stata una sera da incubo, quella di una studentessa diciassettenne modenese. Una sera che sarà difficile dimenticare, anche se il padre ripete che è forte e sta superando lo choc. In effetti, trovarsi faccia a faccia con i ladri in casa propria fa tremare i polsi anche agli adulti e questa minorenne, nonostante la situazione critica, ha mostrato un coraggio non indifferente.
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È successo l’altra sera alle 18.40. Dieci minuti di puro terrore. Una scena vista mille volte nei film del genere: la stanza in cui rifugiarsi, una maniglia che gira a vuoto contro la serratura chiusa, i calci e il faccia-a-faccia con un bandito. Come sempre per le vittime, è stata una situazione improvvisa e del tutto imprevedibile. E per i ladri era la scelta occasionale di una villetta che sembrava vuota.
La ragazza era sola a casa a studiare. Aspettava che i genitori tornassero dal lavoro. Da qualche anno la sua famiglia abita in una strada senza uscita che si snoda tortuosamente in campagna con diverse diramazioni, posta tra strada Contrada e la Complanare. Tanti casali e rustici risistemati, qualche casa antica. Una zona battuta in passato dai ladri, come ricorda il vicinato.
Fa buio. La ragazza è al piano superiore della villetta da poco restaurata. Improvvisamente sente un rumore di vetri infranti al piano terra. Ricorda il padre: «Mia figlia mi ha detto che ha subito pensato al cantiere qui di fronte, che fosse cascato qualcosa. Invece erano i ladri che avevano appena sfasciato la finestra della cucina».
Il rumore spinge la ragazza a cercare istintivamente un rifugio: sta accadendo qualcosa che non può capire. Così va in bagno e si chiude dentro, mentre al piano di sotto inizia a sentirsi un gran baccano.
«Era in bagno quando ci ha chiamato con il suo cellulare - racconta il padre - io e mia moglie abbiamo ricevuto la telefonata in auto. Eravamo imbottigliati nel traffico. Non si andava avanti e intanto lei ci chiedeva aiuto. Abbiamo chiamato il 113. La polizia ha capito la gravità di cosa stava accadendo, così ci hanno mandato due pattuglie».
Intanto la ragazza sente i ladri parlare mentre mettono la casa all’aria. Frugano ovunque a caccia di preziosi: cercano solo quelli. Lo dimostra il fatto che ci sono venti euro sul tavolo all’ingresso e non li toccano. La studentessa li sente parlare tra loro in una strana lingua che non conosce. Forse una lingua slava o dell’Est Europa.
Poi ecco che iniziano i passi sulle scale. Lei non fiata. I passi si moltiplicano. Diventano più numerosi. I due ladri frugano nelle camere da letto. Razziano altra bigiotteria. Uno dei due si ferma davanti al bagno. Lei lo sente. Il ladro chiama il complice. Girano la maniglia ma la porta è chiusa e questo fatto attira la loro attenzione. Che diventa curiosità. Agitano la porta ma non c’è niente da fare, mentre dietro la ragazza si fa piccola, resta zitta e aspetta i genitori e la polizia.
Poi, un calcio, due, tre. La porta comincia a vacillare. Ci vuole tempo, ma per lei che non ha scampo sono attimi infiniti. Non può sapere cosa l’aspetterà. La porta cede e si spalanca. La ragazza si trova di fronte un ladro. È un giovane sui 25 anni, rasato, molto curato, capelli scuri, vestito di scuro, indossa due guanti scuri. Si guardano stupiti. Le dice in italiano stentato: «Stai tranquilla, andiamo via subito». Infatti i due ladri spariscono con un misero bottino: due orecchini, una collanina d’oro della madre e il fermacravatte d’oro regalato al padre in un’occasione di tanti anni prima.
La ragazza resta da sola alcuni minuti, poi sente entrare i genitori. Poco dopo arriverà la polizia. Si scopre che i ladri sono entrati nella proprietà piegando la rete di una casa vicina dove abita un’anziana con una badante. Dal cortile, rompendo la finestra, sono penetrati in cucina senza essere visti da nessuno: un po’ per il buio fitto di quell’ora e un po’ perché in quelle villette si vive comunque in isolamento rispetto al vicinato. E a quell’ora di vicini non ce n’erano, come racconta il padre.
Dei due ladri nessuna traccia. La polizia è tornata sul posto con la scientifica per cercare loro tracce biologiche.
Il bottino è modesto, come detto: il valore di qualche monile d’oro. Resta lo choc della ragazza per quell’esperienza terribile. E lo spavento dei genitori che hanno vissuto l’incubo senza poter intervenire in fretta, bloccati in mezzo al traffico serale del rientro.
La ragazza ieri non è andata a scuola. «Era già prevista una visita medica - spiega il padre - e ne abbiamo approfittato. Ha bisogno di stare tranquilla e dimenticare».
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