Rivoluzione degli impianti sportivi
A primavera i bandi per oltre 30 tra campi e palestre: «Pochi soldi, nuovi modelli»
Tanti impianti, oltre 30, da mettere a gara per la nuova gestione, soprattutto campi da calcio e palestre. Un’attenzione particolare alle manutenzioni e alle spese legate alle utenze, partendo dal presupposto che soldi da investire in nuovi impianti il Comune non ne ha più. Molto più facile, invece, che si arrivi ad una razionalizzazione di quelli già esistenti. Parte con queste premesse il nuovo iter che porterà all’uscita, in primavera, di diversi bandi che rimetteranno in gara società, enti e raggruppamenti gli spazi pubblici dedicati allo sport del Comune di Modena. Quasi tutti, escluse le piscine, che economicamente sono sempre le più appetibili.
Quella che il Comune si appresta a tracciare è una vera e propria rivoluzione che dovrà andare nella direzione del risparmio da far coesistere con la garanzia di apertura di tutti i servizi oggi ancora svolti: «Certo è - spiega l’assessore allo sport Giulio Guerzoni - che non possiamo pensare a nuovi impianti, ma dovremo concentrarci sulla manutenzione di quelli esistenti. E negli investimenti auspicati dal sindaco per il 2015 ci sono anche quelli destinati allo sport che, diciamo, sappiamo essere uno dei veri collanti della nostra socialità, e non certo una parte “non fondamentale” della nostra vita di cittadini, come qualcuno vorrebbe farci credere».
Andranno a gara la maggior parte delle palestre scolastiche e dei campi da calcio: «Sono spazi fondamentali - spiega sempre Guerzoni con la dirigente del settore sport Paola Francia - ma certamente non appetibili economicamente. La procedura sarà molto chiara e trasparente per ognuno di questi spazi, condivideremo con il consiglio comunale le linee guida di questa grande operazione, strategica per la città e la sopravvivenza di tutti gli spazi sportivi, ma è certo che contributi in più, rispetto agli attuali, non ce ne saranno. Vorremmo arrivare a primavera con tutto il quadro definito per procedere con le gare di assegnazione e senza incorrere, speriamo, in proroghe. Certamente faremo in modo che le società recepiscano che è necessario fare rete, che in un campo possono coesistere anche più realtà per evitare di dovere chiudere impianti».
Un discorso a parte lo si farà per l’area Cnh, già oggetto di ricorsi vinti anche dalla controparte e sulla cui assegnazione, negli ultimi mesi, si è scatenato un vero e proprio putiferio: «Parliamo di una zona estesa, strategica, di oltre 44mila metri quadrati. C’è bisogno di un bando di gara ad hoc che assegni una volta per tutte questi spazi».
Di tutto questo se ne parlerà oggi in un convegno (vedi articolo a fianco, ndr): «Con questo convegno iniziamo un percorso di confronto con il mondo sportivo sul tema della gestione degli impianti sportivi, uno dei settori più colpiti dalla crisi economica. Il Comune, infatti, visti i tagli che deve fronteggiare da sette anni, in prospettiva non potrà più sostenere le società e le associazioni sportive come ha fatto in passato. Fino a oggi il sistema delle gestioni e dell’offerta sportiva ha tenuto, ma per il futuro sono necessari nuovi modelli che consentano di far fronte ai maggiori oneri tramite forme associate di gestione che permettano una composizione negoziale dei diversi interessi e la massima fruizione delle strutture». (d.b.)
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