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«Sfratti più problematici, tempi triplicati»

«Sfratti più problematici, tempi triplicati»

L’ufficio legale lavora a pieno ritmo. Il Sunia: «La casa pubblica deve andare a chi ne ha bisogno»

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Dal punto di vista delle gestione delle migliaia di case di proprietà pubblica sparse ai quattro angoli della provincia, Modena sembra davvero un'isola felice.

L'unico caso recente di problemi è stata la demolizione delle palazzine pubbliche di via Nonantolana, mentre c'è qualcuno dalla memoria lunga che ricorda quando nei primi anni '90 ci fu lo scandalo di alloggi pubblici in cui dimoravano esponenti dell'amministrazione e dirigenti del Comune di modena.

Per il resto niente a che vedere con le occupazioni abusive di case in corso in questi giorni a Milano.

«È un tema molto delicato - spiega Antonietta Mencarelli, responsabile per Modena del Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari, tradizionalmente vicino alla Cgil) - perché non dobbiamo agitare le acque. In ogni caso, grazie a chi occupa certi ruoli e a un lavoro continuo del sindacato con le altre istituzioni, problemi che altrove esistono da decenni a Modena non ci sono. Ovviamente stiamo allerta e soprattutto siamo fermi sul punto che la casa pubblica deve andare a chi ne ha effettivamente bisogno, secondo una graduatoria Erp».

Anche a Modena però qualche alloggio pubblico non è abitato. «Certamente, ma solo temporaneamente perché sono in corso necessari interventi di ristrutturazione».

C'è molto da ristrutturare a Modena? «Sì, perché quando un inquilino esce perché va ad abitare altrove o perché muore, occorre ritinteggiare ed eseguire lavori di manutenzione ordinaria e cui si aggiungono ogni tante le manutenzioni straordinarie come avviene negli appartamenti di tutti. Ma ripeto: non abbiamo grossi problemi perché scatta una rete informativa e una buona sinergia: i nostri iscritti segnalano quando un appartamento si libera». L'avvocato modenese Fabrizio Prampolini in decenni di attività si è occupato di centinaia di sfratti da appartamenti privati, ma anche pubblici. Prampolini infatti collabora da dieci anni con l'ufficio legale di Acer. «Secondo me, lo posso dire dall'interno, non ci sono al momento situazioni particolarmente deleterie a Modena, come vedo che invece avviene in altre città. Per ora siamo tranquilli e in genere noi legali per quanto riguarda le case pubbliche ci occupiamo soprattutto di intervenire quando si liberano gli appartamenti o nel caso di veicoli abbandonati e tettoie abusive. Piccole questioni, per cui devo parlare di situazione virtuosa visto che non sono a conoscenza della presenza di racket legato a questo tema. Purtroppo sul fronte sfratti il problema è che prima la legge ci permetteva di eseguirli in tre mesi, ora la tempistica si è triplicata e ce ne vogliono nove. Pensi a cosa significa per un proprietario che si trova a non avere la rata dal locato e in più deve provvedere alle spese condominiali». (s.l.)

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