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«Stop al ripetitore in via Respighi: pronti a combattere»

di Andrea Gilioli
«Stop al ripetitore in via Respighi: pronti a combattere»

«Siamo pronti a tutto, a continuare la protesta e anche ad impedire che l'antenna venga fisicamente installata»: questo in estrema sintesi il parere dei cittadini di via Respighi, espresso durante un...

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«Siamo pronti a tutto, a continuare la protesta e anche ad impedire che l'antenna venga fisicamente installata»: questo in estrema sintesi il parere dei cittadini di via Respighi, espresso durante un incontro con la giunta, relativamente all' installazione di un antenna per telefonia mobile, che dovrebbe sorgere a pochi metri dalle case. Un incontro di circa due ore, nella sala Acer, dove la tensione e la rabbia degli abitanti erano palesi e dove non sono mancati forti scambi di accuse. Il sindaco Claudio Pistoni, insieme all'assessore Sonia Pistoni, ha ripercorso le tappe della vicenda facendo mea culpa circa le decisioni prese. «La richiesta di Vodafone per l'installazione di un antenna radiobase nella zona è arrivata a febbraio 2014 - ha spiegato l'assessore Sonia Pistoni - e l'individuazione della aiuola di via Respighi è stata fatta dall'allora giunta Caselli il 3 giugno. Da quel momento sono partite le pratiche degli uffici e i controlli di Ausl e Arpa. Il 27 giugno, dopo le elezioni e il cambio di giunta, è stato firmato il contratto tra Vodafone e Sgp. Siamo venuti a conoscenza della cosa a metà novembre da alcuni residenti. C'è stato un errore nel passaggio delle consegne, di cui ci assumiamo la responsabilità. Abbiamo sospeso i lavori e ci sarebbe la possibilità di mettere l'antenna nel parco». Presente all'incontro anche un medico dell'Ausl, che ha ribadito come l'antenna, con emissioni inferiori al limite di 6 volt/metro, sia sicura. Di tutt'altro parere alcuni dei circa 80 cittadini presenti, che hanno raccolto le firme, promesso ricorsi in tribunale e barricate. «Nella mia carriera – ha spiegato il sindaco – ho fatto tre ricorsi contro le antenne telefoniche, ma li abbiamo sempre persi. Per legge le antenne sono considerate opera di urbanizzazione primaria, come le reti della luce e dell'acqua, ed è molto difficile impedire l'installazione se rispettano i limiti di emissione. L'errore qui è stato concedere uno spazio pubblico. Se Vodafone contrattasse con un privato noi non avremmo voce in capitolo. Cercheremo di risolvere la situazione».

Dai cittadini fermo no anche all'ipotesi del parco. «L'antenna non la vogliamo da nessuna parte, mettetela sulle colline. Se è sicura perche avete agito di nascosto senza informarci?». Tra le voci del cosiddetto “serpentone” anche qualche cittadino che, pur contrario, vuole evitare spese in avvocati e ricorsi. Per ora la certezza è che Vodafone il 19 dicembre installerà l'antenna.

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