Aceto di vino sequestrato, processo per frode
Produttore imputato per una partita greca con zucchero di canna usata per il balsamico Igp
In tribunale è in corso un’importante causa, la prima del genere, per i produttori di aceto balsamico di Modena Igp. Riguarda la tracciabilità isotopica sull’aceto di vino che si utilizza mescolato al mosto per produrre l’ “oro nero” commerciale (il processo non riguarda il Balsamico Tradizionale). Il caso interessa più che l’imputato - un 41enne modenese titolare di una acetaia di medie dimensioni, difeso dall’avvocato Francesca Malagoli - il suo fornitore: una ditta greca di aceti di vino. L’imputazione di frode alimentare è collegata a un ingente sequestro fatto nell’acetaia modenese dalla Repressione frodi del Ministero delle Politiche agricole. Il punto in discussione davanti al giudice Domenico Truppa è che il sequestro - che riguarda una fornitura di 27mila litri di aceto di vino della ditta greca - è avvenuto nel giugno 2012 e si basava su criteri interpretativi di una serie di disposizioni dell’Unione Europea che non avevano ancora forza di legge. Infatti quei criteri sono diventati vincolanti solo un anno dopo, quando nel giugno 2013 a Bucarest gli esperti alimentari della Ue stabilirono dei limiti ad alcune componenti dell’aceto. Stando ai controlli della Repressione frodi, infatti, quella partita di aceto greco conteneva zuccheri non esclusivamente di uva ma anche di altre sostanze (si ipotizza di canna). Zuccheri rilevati con una tracciabilità isotopica, un sistema innovativo che permette di rilevare metalli pesanti, carbonio e ossigeno nell’aceto. Questo esame non era stato fatto dall’azienda modenese perché non era previsto né nell’autocontrollo di produzione, come spiegato ieri mattina dal tecnico chiamato a deporre, né era consuetudine perché si trattava all’epoca di un esame sperimentale e costoso. Ma sulla partita venne fatto a campione e l’aceto fu analizzato nel laboratorio di San Michele all’Adige, l’unico in Italia a svolgerlo.
Il tecnico dell’azienda ha spiegato al giudice che quell’aceto greco era scelto perché in base a tutti gli esami standard era perfetto e soprattutto aveva una gradevolezza al gusto che mancava ad altri aceti italiani. Il prezzo al litro era solo di 3 centesimi in meno rispetto a quello italiano: quindi, non era questo il motivo per cui si ricorreva al fornitore greco in un momento in cui l’aceto di vino greco era al centro di forti tensioni in ambito comunitario. Insomma, il sequestro è avvenuto prima della legge e su questo il giudice valuterà se frode c’è stata. Intanto l’aceto sequestrato matura e presto diventerà Balsamico di Modena Igp invecchiato... Prossima udienza il 26 febbraio.
Carlo Gregori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
