Il sole del Medio Oriente si tinge di rosso Ferrari
L’ambizioso progetto economico continua: dopo il grande parco tematico la scuderia di Maranello ha scelto il tracciato di Yas Marina per un evento unico Le Ferrari Finals in diretta da Abu Dhabi
INVIATO AD ABU DHABI. Sole, sabbia, auto di cilindrata insostenibile per le tasche della media degli italiani; lavori in corso, giganteschi, ad ogni angolo; palme, banche, negozi di lusso. Abu Dhabi è tutto questo, un mondo di lustrini nel deserto, un ambizioso progetto economico, sociale, finanziario per urlare al mondo che nella culla della civiltà babilonese si vuole tornare ad essere moderni. La ricchissima famiglia reale campeggia in ogni angolo, i ritratti si sprecano, li vendono per strada con cornici lavorate a mano, li posizionano nelle hall degli hotel a ventisette stelle, li hanno addirittura impressi sui seggiolini dello stadio. I petroldollari hanno accelerato la voglia di tornare grandi e a quanto pare ci stanno riuscendo, costruendo strutture mastodontiche, attirando turisti, facendo investimenti senza però mai dimenticare le proprie origini, sintetizzate nella bandiera nazionale, che sventola ovunque e nell'immensa moschea, controllata silenziosamente dalle guardie armate, ma che con le sue cupole guarda la città nuova storcendo forse il naso, ma quasi fosse la grande mamma delle nuove generazioni firmate Armani.
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E non a caso la Ferrari, l’unico marchio italiano considerato tra i 25 più importanti al mondo, non poteva non accorgersi della nuova frontiera dell’oro, pardon del petrolio. Il Cavallino ha capito prima di altri che gli affari sarebbero potuti decollare e che la voglia di occidentalizzazione fa il paio con la voglia di mostrarsi al volante di auto uniche, belle, moderne, irraggiungibili. La scelta di organizzare, per la prima volta, le finali di marca sul circuito di Yas Marina - quasi sei chilometri di lunghezza realizzati su una penisola, con ogni confort, illuminato anche di notte - è l’ennesimo modo della Rossa di volersi consolidare come primo brand anche in Medio Oriente. Maranello ha così optato per far convergere verso una terra, in cui splende quasi sempre il sole e le temperature non scendono mai sotto i 18 gradi (tranne quelle negli alberghi dove potrebbero soggiornare comodamente orsi polari e pinguini), decine e decine di piloti provenienti da ogni angolo del mondo. Lo splendore Ferrari è anche questo: calamitare l’interesse internazionale facendo leva su quel cavallino rampante che è sinonimo di lusso ed efficienza.
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Dalla baia di Al Raha hotel si capisce subito l’impronta della Rossa su Abu Dhabi. Dall’altra parte della lingua di terra spicca un rosso unico, il rosso Ferrari. Copre una struttura a forma di galleria del vento e magari qualche turista potrebbe anche chiedersi di cosa si tratti. Beh, è semplicemente il Ferrari World, un parco tematico dedicato al Cavallino Rampante che si trasforma in una esperienza multisensoriale, dove si mischiano passione, eccellenza e innovazione tecnologica. Aperto al pubblico il 28 ottobre 2010, Ferrari World Abu Dhabi è una delle attrazioni principali di Yas Island, isola di 2500 ettari dedicata al divertimento, all’intrattenimento e al lifestyle. Sotto l’inconfondibile tetto rosso ispirato alle forme delle Ferrari e sormontato dal più grande logo del Cavallino mai creato, si estendono 200mila metri quadrati di giostre e divertimenti: simulatori in quattro dimensioni, la riproduzione del motor home di Maranello e le montagne russe “Formula Rossa” che raggiungono i 240 chilometri orari.
@FrancescoDondi
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