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«L’inchiesta sull’autodromo va avanti»

Non c’è abuso d’ufficio «ma quello urbanistico è evidente e non va prescritto»

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Italia Nostra interviene sull'autodromo di Marzaglia, pochi giorni dopo la decisione del gip di Modena Andrea Romito che nega il reato di abuso d'ufficio per l'allora sindaco Giorgio Pighi.

L'associazione nazionale di tutela, guidata in città dall'ex giudice Giovanni Losavio, afferma però che «ancora è stata rigettata la richiesta di archiviazione: non c’è abuso di ufficio, ma deve essere perseguito il clamoroso abuso urbanistico – edilizio». Reato che, tra l'altro, sarebbe a rischio prescrizione: per questo motivo il gip si è preso un mese di tempo per decidere su questo delicato aspetto.

Ma Italia Nostra non ci sta e in una breve nota spiega che «Non c'è la prova che gli amministratori comunali, concedendo il diritto di superficie alla società Vintage, abbiano agito con il proposito di assicurare alla azienda concessionaria un ingiusto vantaggio patrimoniale. Il gip Romito ha perciò archiviato perché il fatto non costituisce il reato di abuso di ufficio. Ma rimane il fatto obbiettivo illegittimo: la concessione del diritto di superficie per la realizzazione dell’autodromo elude i principi di evidenza pubblica, come rilevò l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Inoltre la soppressione del vincolo a verde pubblico e di uso pubblico su ben ottantasei ettari di terreno agricolo sottrae ai modenesi la più vasta zona a parco prevista dal piano regolatore. E l'indagine continua, come indica il gip, per l'accertamento dei tempi dell'abuso urbanistico-edilizio e per la verifica della sospetta prescrizione».

Questa, come ricordava la Gazzetta alcuni giorni fa, è in agguato: «È presto detto - continua Italia Nostra - il termine inizia a decorrere dalla accertata conclusione dell'opera abusiva che a Marzaglia non può certo dirsi avvenuta, perché sono in corso i lavori per le opere di urbanizzazione e le barriere antirumore, mentre è in istruttoria il progetto di albergo e centro commerciale. L'ecomostro dunque non è ancora completato. Come non era completato quello di Alimuri, sulla costa di Sorrento, demolito nei giorni scorsi davanti alla folla plaudente».

Stefano Luppi

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