Palcoscenico per i nostri marchi
L’esempio di Gaudì: «Da tre anni puntiamo sul Medio Oriente, qui c’è il futuro»
ABU DHABI. Era la metà di novembre, era la settimana del Gp di Abu Dhabi e sulla capitale degli Emirati si concentravano gli sguardi dei media mondiali, curiosi di capire se il campionato sarebbe andato a Lewis Hamilton o a Nico Rosberg, ma soprattutto in febbrile attesa dell’annuncio dell’addio di Fernando Alonso alla Ferrari e della contromossa del Cavallino, pronto ad ingaggiare Sebastian Vettel. E proprio in coincidenza di quei frenetici momenti Stefano Bonacini, patron di Gaudì, inaugurava il secondo punto vendita di Abu Dhabi. Una location unica, nel centro commerciale più bello del mondo, lo Yas. Salgono così a quattro i negozi del marchio carpigiano nella zona, due a Dubai e altrettanti qui, compreso quello ospitato al World Trade Center, un nome che evoca solo cattivi ricordi per l’Occidente, ma che da queste parti è un mix tra i grandi marchi internazionali e i suk orientali, tra la ricchezza moderna e la storia beduina.
Le ragazze si fermano curiose e fanno capannello. La scritta bianca su sfondo nero, in italiano e arabo, attira l’attenzione ma sono soprattutto le quattro vetrine, in uno dei passaggi obbligati del tour commerciale, a carpire gli sguardi delle clienti. All’interno, tra i 200 metri quadrati del negozio, le commesse si danno da fare nel gestire la decina di clienti – è solo metà mattina – che provano jeans, vestiti, scarpe e accessori per uomo e donna, prodotti che profumano di “made in Italy”, un valore che non passa inosservato per chi può permettersi – e ad Abu Dhabi sono in molti – di godersi l’eccellenza italiana. Vale per la moda, ma vale anche per il cibo e non a caso Inalca sta progettando la costruzione di una piattaforma distributiva nell’area di libero scambio di Abu Dhabi per l’importazione e la commercializzazione dei prodotti alimentari.
«Abbiamo puntato sul Medio Oriente da oltre tre anni – spiega Bonacini – L’avventura negli Emirati Arabi è iniziata nel 2011, ma prima di poter inaugurare è stato necessario un intenso lavoro di pubbliche relazioni e contatti commerciali. Pensiamo e crediamo che quello sarà un mercato da esplorare e da scoprire. Ci abbiamo creduto e finora direi che i risultati sono incoraggianti. E’ un dovere provare tutte le strade per ampliare il nostro giro di affari».(f.d.)
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