Patrigno abusava di due figli: condannato a dieci anni
Ci sono voluti cinque anni di indagini e processi, tre diversi collegi di giudici, la convocazione di diciannove testimoni per tre volte e un difficile incidente probatorio con la testimonianza di...
Ci sono voluti cinque anni di indagini e processi, tre diversi collegi di giudici, la convocazione di diciannove testimoni per tre volte e un difficile incidente probatorio con la testimonianza di una vittima. E ieri il processo per pedofilia si è concluso con la condanna a dieci anni di carcere nei confronti del patrigno che ha abusato dei due fratellini oggi diventati adolescenti. I giudici del Collegio presieduto dalla dottoressa Cristina Bellentani hanno ritenuto fondate le accuse formulate dal sostituto procuratore Enrico Stefani e pienamente appoggiate dalla parte offesa - madre e figli - rappresentati dall’avvocato Valeria De Biase.
La condanna riguarda un 36enne modenese oggi tornato a vivere con la madre. I fatti che lo riguardavano nella posizione di adulto che abusava di due minori risalgono al 2009, quando i servizi sociali si accorsero del grave stato psicologico in cui versavano i due ragazzi figli di primo letto della moglie. Si trattava di bambini che all’epoca frequentavano le elementari. Il pm Stefani iniziò a occuparsi del caso facendo luce su una serie di abusi sessuali continuati nei loro confronti che emergevano da numerose testimonianze di un ambito familiare in cui la moglie era fuori casa per lavoro e il nuovo marito restava spesso da solo a casa con i ragazzi, quando non lavorava.
La vicenda è arrivata alla fine delle indagini preliminari e poi è stata sottoposta a un incidente probatorio nel quale uno dei ragazzi, seguito da una psicologa nel corso dell’interrogatorio, ha raccontato gravissimi episodi. Le vicende tormentate del processo collegiale hanno portato a cambiare per tre volte i giudici e per tre volte hanno costretto ben 19 testimoni e raccontare i fatti. E ieri è arrivata la sentenza.
L’imputato era difeso d’ufficio dall’avvocato Maria Teresa Cornicello.
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