Si piantano con il furgone e il maxi furto fallisce
Maranello. Banditi al caseificio Val Tiepido. Già caricate le forme di parmigiano poi rimesse sui bancali per fuggire. Il bottino sarebbe stato di 80mila euro
MARANELLO. «Probabilmente erano degli esperti» dice Monia Tosi. Lei e il marito sono custodi e casari presso il caseificio Val Tiepido, che nella notte tra martedì e mercoledì ha subito un tentativo di furto di diverse forme di parmigiano.
«Devono aver agito verso l'una o le due di notte», secondo Tosi. Dopo aver aperto il cancello principale, secondo il racconto della custode, «sono entrati con un furgoncino, che avevano rubato a Pavullo qualche giorno fa. Poi sono andati sul retro del caseificio, in corrispondenza della zona in cui sono tenute a maturare le forme di parmigiano. Lì sono entrati attraverso finestre poste a tre metri d'altezza, che non erano coperte da allarme; una volta all'interno, hanno costruito un'impalcatura con delle tavole di legno e hanno fatto rotolare le forme sulla tettoia fuori dalle finestre, e da lì nel furgone. In questo modo, sono riusciti a caricare circa duecento forme». Una volta caricate le forme, i malviventi hanno tentato la fuga: «Sul retro, però, c'è molto pantano - continua Tosi - quindi il furgone s'è piantato e non sono più riusciti a partire». In corrispondenza della zona in cui si trovava il mezzo, sono presenti solchi profondi lasciati da gomme, dovuti ai tentativi di fuga. Il mezzo si è probabilmente piantato anche a causa del peso e della quantità delle forme di formaggio.
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A quel punto, non potendo fuggire, i ladri hanno scaricato tutte le forme di parmigiano, per alleggerire il peso e poter ripartire, anche perché ormai «era venuta l'ora in cui noi iniziamo di solito a lavorare» spiega Tosi. «Hanno disposte tutte le forme sui bancali che erano fuori - dice la casara - e quelle che non ci stavano le hanno disposte sopra un telo, in modo che non si sporcassero. Le hanno trattate benissimo, solo pochissime forme si sono danneggiate». Una volta liberatisi delle forme, i ladri sono riusciti a scappare. Ma i ladri come facevano a sapere che non sarebbe scattato l'allarme? Tosi sostiene che «probabilmente è qualcuno che era già entrato con delle gite, perché noi partecipiamo all'iniziativa Caseifici Aperti. Probabilmente si tratta di esperti, perché hanno avuto molta cura nel maneggiare le forme, ed inoltre avevano già idea di come sarebbero state le misure di un caseificio come il nostro». Le forme che sarebbero state rubate hanno circa dodici mesi, ed alcune sono ancora senza marchio e non sarebbe stato possibile venderle in modo legale. «Secondo i carabinieri erano già piazzate per la vendita all'estero - conclude Tosi - Se il furto fosse riuscito avremmo avuto perdite intorno agli ottantamila euro».
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