Gazzetta di Modena

Modena

sassuolo

Assaliti in casa dai banditi:«Si vantavano di essere degli assassini»

di Gabriele Bassanetti
Assaliti in casa dai banditi:«Si vantavano di essere degli assassini»

Il racconto della rapina da 10mila euro ai coniugi Daolio: «Non ci hanno legato, e sono fuggiti solo quando ho reagito»

3 MINUTI DI LETTURA





Per Gianfranco Daolio l’incubo è durato pochi minuti, il tempo di una breve colluttazione a cui è seguito l'allarme lanciato dalla moglie.

Per lei invece, un’ora e un quarto di paura, sotto minaccia da parte dei due rapinatori che l’altra sera sono entrati in casa e hanno fatto razzia, nella villetta di via Moncalieri 51, zona parco Ducale. È lo stesso imprenditore, socio della ceramica Cerex, a raccontare. «Non siamo stati legati né imbavagliati: i due rapinatori, allampanati e con accento dell’Est, entrambi a volto coperto, sono entrati dal retro, dalla veranda dove mia moglie fumava. Quando ha aperto la porta per arieggiare, erano lì in attesa. Non l’hanno legata, uno le puntava la pistola, che non sappiamo se fosse vera, e l’ha minacciata raccontandole per più di un’ora le sue gesta criminali. Ho ucciso questo, ho rapinato quello... Io non ho provato tutto questo incubo, vivo il trauma del momento in cui mi sono reso conto di quanto stava accadendo». Gianfranco Daolio infatti è rientrato a casa mentre i due banditi erano ancora all’interno: uno teneva sotto controllo sua moglie, l’altro frugava dappertutto, rovesciava cassetti, svuotava armadi e chiedeva con insistenza della cassaforte.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10432349:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2014/12/04/news/banditi-armati-assaltano-una-villetta-1.10432349]]

«Ma non ce l’abbiamo. Comunque quando sono arrivato, ho notato tutte le luci spente e mi sono insospettito. Ho aperto la porta e a quel punto uno dei due mi ha afferrato per un braccio per tirarmi all'interno. Mi ha detto solo “entra”. Mi sono tirato indietro, lui ha tirato a sua volta e siamo caduti, lui sopra di me. A quel punto mia moglie è riuscita a scappare in veranda e chiedere aiuto. I due ladri sono scappati. Ne ho visto uno saltare la siepe come fosse alta 10 centimetri».

Il bottino è ingente, buona parte dei preziosi della coppia: «Trecentocinquanta euro in contanti, due orologi di cui uno d’oro e tutti i gioielli di mia moglie. Circa 10mila euro di danno. Ringraziamo solo di non aver subito violenze fisiche».

I due sono sembrati tranquilli, professionali ma non troppo: «Non avevano fretta, lo hanno anche detto, segno che si sentivano sicuri. Allo stesso tempo, credo che la mossa ai miei danni sia stata maldestra. Insomma, erano preparati ma forse non così esperti».

Daolio parla dal suo ufficio. È tornato quasi subito a lavorare: «Ma il trauma lo sento, l’esperienza mi è rimasta addosso, anche se è stata di pochi secondi. Ho fatto in tempo a dire “chi sei” e ringrazio l’istinto che mi ha fatto resistere. Se mi avessero tirato dentro non so cosa sarebbe successo».

La zona prossima al parco Ducale, è presa letteralmente di mira dai ladri: «Due settimane fa proprio a pochi passi da qui ne hanno presi due prima che riuscissero a entrare. Li hanno bloccati e stesi a terra. Ma un altro paio di colpi sono andati invece a segno. La polizia mi ha confermato che c'è un'escalation pericolosa e preoccupante, non solo qui ma in tutto il comprensorio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google