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Sistema Serra, a gennaio il responso sul processo

di Daniele Montanari
Sistema Serra, a gennaio il responso sul processo

Ieri udienza preliminare: rinvio di un mese per decidere chi andrà alla sbarra Legambiente e Comune hanno depositato le richieste per costituirsi parte civile

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SERRAMAZZONI. Inizio lampo ieri mattina per l'udienza preliminare che riguarda sei casi caldi di gestione urbanistica a Serramazzoni: la seduta è durata una decina di minuti, poi è stato sancito il rinvio per un impedimento del giudice, alla data comunque ravvicinata dell'8 gennaio. Ma sono emersi lo stesso alcuni elementi. La difesa dell'ex sindaco Luigi Ralenti, affidata all'avvocato Luca Scaglione, ha sollevato una questione di notifica, ravvisando un errore di forma. Un fatto tecnico sul quale il giudice si è riservato di decidere nella prossima udienza. Da parte loro, il Comune di Serramazzoni (assistito dall'avvocato Andrea Mattioli) e Legambiente Emilia Romagna (rappresentata dal legale bolognese Francesco Paolo Colliva) hanno depositato le rispettive richieste di costituzione di parte civile, a tutela della collettività. A gennaio il giudice si esprimerà anche sul loro accoglimento o meno. Se saranno ammesse, si potrebbe arrivare subito al primo scontro: le difese infatti hanno fatto capire di essere pronte a sollevare eccezioni in merito. Un mese dunque per sapere chi degli 11 imputati andrà a processo e ritornare dentro alle questioni, che hanno sollevato grande eco portando alla ribalta quello che è stato soprannominato “sistema Serra”, per il sottile ma pervasivo intreccio di interessi che nel corso degli anni hanno coinvolto tecnici comunali, amministratori dell'epoca, progettisti e imprese nella gestione urbanistica di un territorio di grande bellezza che avrebbe dovuto essere patrimonio condiviso e quindi tutelato. Per gli inquirenti non è stato affatto così, in molteplici casi. Si parte da San Dalmazio, frazione che da sola raggruppa la metà di questi ultimi procedimenti. Si parte dalla palazzina di 36 appartamenti costruita in zona agricola a Casa Morandino, vicino al cimitero. Qui sono imputati l'impresario Remo Uccellari, l'ingegnere Daniele Zanni e l'ex capo dell'Ufficio tecnico Enrico Tagliazucchi, che compare in tutti i procedimenti.

Si passa poi all'impianto a biomasse che doveva sorgere lì vicino, per cui oltre ai tre sopra è indagata Stefania Minozzi, moglie di Uccellari. Quindi una vicenda resa nota solo di recente, quella della variante fantasma che ha infilato l'urbanizzazione di un terreno agricolo a Casa Contardo in un'altra pratica, all'insaputa dei titolari. Unico imputato qui, Tagliazucchi. Da San Dalmazio a Riccò, con l'ormai notissimo caso dell'asilo costruito su frana quiescente e, secondo l'accusa, in violazione della fascia di rispetto cimiteriale. Fatti per cui sono indagati ancora Tagliazucchi, Luigi Ralenti, don Franco Misley (in quanto presidente della Fondazione Paride Colfi titolare dell'intervento) e l'architetto Paolo Sorzia.

Altrettanto nota la vicenda della funeral home, in odore di villa, sorta vicino al cimitero del capoluogo, che è costata l'imputazione di nuovo a Ralenti e Tagliazucchi insieme all'impresario di pompe funebri William Franchini e al tecnico Dante Minelli.

Ancora poco conosciuta invece la storia della variante, a Selva, relativa alla villa di Arduino Iseppi, imputato assieme al tecnico Stefano Belloi e, per la sesta volta, Tagliazucchi.

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