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FERRARI FINALS 2014

Ferrari World, benvenuti a giocare con il mito

di Francesco Dondi
Ferrari World, benvenuti a giocare con il mito

Dalle montagne russe a 240 chilometri orari al fascino del cinema “Maranello” dove ci si “siede” con Enzo Ferrari prima di fare un giro sulla California 250 DOSSIER: Ferrari Finals 2014

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INVIATO AD ABU DHABI. La storia, il mito, la capacità di realizzare vetture irripetibili e la consapevolezza di essere l’unico marchio automobilistico stimato e ammirato in tutto il mondo.

La Ferrari ha spostato il baricentro verso Oriente, lo dimostra non solo l’innovativa scelta di organizzare per la prima volta le Finali Mondiali in terra emira, ma la strategia prende le mossa fin dalla metà degli anni 2000 quando una folle idea divenne poi realtà. Un’idea che fa rima con Ferrari World, il parco divertimenti tutto dedicato alla Rossa, costruito laddove una volta c’era solo sabbia, ma che ora ospita anche il circuito di Yas Marina e il centro commerciale Yas, dove ha messo radici il brand carpigiano modaiolo Gaudì.

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Ebbene, quasi fosse un gioco da tavolo in stile anni Novanta, il Ferrari World può essere frequentato dai 4 fino ai 90 anni perché c’è di che sbizzarrirsi. Il più intraprendenti e coraggiosi potranno cimentarsi con le montagne russe che raggiungono punte di 240 chilometri orari, ma è tutto l’ambiente che lascia di stucco.

Modernità e storia dicevamo e così è, perché all’innovativo tetto ad ala – doverosamente rosso Ferrari – e al chilometrico intreccio di tubi e supporti, da queste parti si respira ancora aria modenese. Basterebbe entrare al cinema “Maranello” e sedersi ad ammirare “Coppa di Sicilia” per tornare indietro nel tempo di quasi un secolo e immergersi nell’atmosfera di un giovane Enzo Ferrari.

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Il film, prodotto esclusivamente per il Ferrari World, racconta proprio la storia del Drake, impegnato tra le colline del sud nelle prime gare, che diedero poi il la all’infinita ascesa verso l’immortalità.

Non a caso, tra auto che ruotano su se stesse ancorate a supporti tecnologici, cambi gomme volanti, gadget di ogni tipo e simulatori di guida, non c’è neppure un visitatore che non voglia fermarsi, almeno per un attimo, a rendere omaggio al mito, incarnato dalla piazzetta Enzo Ferrari e a quegli stendardi che raccontano le leggende del Cavallino: Alberto Ascari, Manuel Fangio, Phil Hill, John Surtees, Niki Lauda, Jody Scheckter per giungere fino agli ultimi due campioni del Mondo, Michael Schumacher e Kimi Raikkonen, che tra l’altro sarà la star di oggi pomeriggio in pista a Yas Marina.

Ma dici Ferrari e lo abbini a Maranello, paese a cui i progettisti del Ferrari World hanno riservato un angolo di celebrità nel parco di Abu Dhabi. E la scelta avviene con una certa logica educativa: crescere i più giovani raccontando loro cosa significa la cittadina a due passi da Modena per il mondo automobilistico.

E allora conviene salire con i bambini sulla miniatura della Ferrari 250 California e farsi accompagnare tra la costiera amalfitana, il Colosseo, il circuito di Monza e la casa della Ferrari: lei e sempre solo lei, Maranello.

@FrancescoDondi

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