Gazzetta di Modena

Modena

«Tutti in tribunale contro il ripetitore»

di Alfonso Scibona

I residenti di via Respighi dicono no all’antenna Vodafone Rimpallo di responsabilità tra giunta attuale e la precedente

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«Questa vicenda va a finire in tribunale». Lo affermano alcuni dei protagonisti della querelle tra amministratori comunali, Vodafone, opposizione politica di centro destra e, (parte lesa) cittadini in merito alla collocazione di un ripetitore in via Respighi. I giorni successivi all'incontro nella sala Auser di via Respighi sono stati frenetici. In particolare c'è stato un continuo botta e risposta sul web, Facebook in particolare. Documenti pubblicati, contro pubblicazione di altre carte, accuse di veridicità sulle date ed antro ancora. «I documento che sono stati messi su Facebook da Luca Caselli – dicono alcuni cittadini che abitano in via Respighi – sono tutti indirizzati verso una condanna dell'attuale amministrazione comunale e del sindaco, in quanto anche assessore all'urbanistica. Colpa principale quella di avere avviato l'iter subito dopo la sua elezione ed insediamento. Abbiamo visto anche le carte che, sempre su Facebook, ha pubblicato il Comune, dove si evince che tutto il procedimento è stato avviato prima. Il centro destra afferma che non si tratta di documentazione vera ma di bozze: va a finire che andiamo tutti in tribunale». Tribunale o meno c'è da annotare che i soggetti che sono intervenuti in questa vicenda, che potrebbe nuocere solo a chi abita a contatto con l'erigendo palo ripetitore; che chiedono di avere un nuovo incontro col sindaco prima del 19 (data fissata per l'arrivo del ripetitore) per sapere gli stati di avanzamento della trattativa. E della vicenda si è ieri interessato anche il gruppo “Sassolesi”, con una interrogazione che dovrebbe essere discussa nel prossimo consiglio comunale e per la quale chiedono anche risposta scritta.

«Chiediamo – dice tra l'altro il testo - il motivo per cui non sono stati resi pubblici gli atti adottati da questa amministrazione; come si intenda risolvere il problema, legato alla salute dei residenti, e in quali tempi; se il sindaco fosse a conoscenza degli atti, provenienti dagli uffici, di cui ha la delega politica e, in caso positivo, perché non ne abbia dato notizia ai cittadini; se sia intenzione del sindaco rimettere ad un assessore meno impegnato importanti deleghe come quelle all’urbanistica o a SGP che attualmente sono in suo possesso».

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