L’investitore: «È sbucata all’improvviso»
Il papà di Lina: «Mi è scappata, poi ho sentito quel botto...». La madre: «Un dolore insopportabile»
MIRANDOLA. «Stavo andando da San Martino verso Mirandola. È sbucata velocemente dalla mia sinistra, me la sono improvvisamente trovata davanti all’auto, ho frenato, ma non ho potuto fare niente...».
Disperato, sotto choc, Giancarlo V. ha provato a spiegare ieri ai primi soccorritori la tragedia di cui è rimasto coinvolto suo malgrado.
La polizia stradale ha aperto una inchiesta che, inevitabilmente, verte sul reato di omicidio colposo. L’auto dell’operaio di San Possidonio è a disposizione della magistratura, che valuterà accertamenti anche sulla salma. In via San Martin Carano la polizia stradale ha anche misurato sull’asfalto una frenata di almeno 20 metri. Frenata oltre al luogo dell’impatto, segno della disperata reazione dell’uomo ad un evento che lo ha sorpreso. Segno, anche, di una velocità non così moderata, anche perchè l’asfalto era un po’ viscido.
E Giancarlo, che risulta residente nel veronese ma è domiciliato a San Possidonio, ha spiegato anche quello: «Stavo correndo in soccorso a mia moglie, mi hanno chiamato dicendo che era stata coinvolta in un incidente, ed era rimasta incastrata nell’auto rovesciata nel fossato», ha chiarito.
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Gli investigatori della polizia hanno anche sentito a sommarie informazioni il papà di Lina, Hailiang Liu, 34enne, da tempo a Mirandola.
«Ho accompagnato mia figlia sul ciglio della strada, per attendere lo scuolabus. La tenevo per mano. Stavo guardando a sinistra, verso Mirandola, per vedere se arrivava il bus. È stato un attimo, non mi sono neanche accorto che mi fosse sfuggita che ho sentito quel botto...», ha in sostanza detto in lacrime, sconvolto, in un italiano estremamente stentato.
Nel laboratorio tessile accanto all’abitazione della piccola comunità di cinesi di via SanMartin Carano, dove abitava Lina, ieri sera erano radunati una quindicina tra parenti e amici, incluso il fratello della bambina, Leo, 20 anni.
«È un dolore insopportabile», piangeva disperata la mamma della bambina. La famiglia ha spiegato che Lina frequentava la prima elementare alle Alighieri di via Pietri. «Doveva andare a scuola, invece questa tragedia ce l’ha portata via, ora non sappiamo come riusciremo andare avanti, ma dobbiamo trovare la forza per nostro figlio», ha detto la mamma, attorniata dalle amiche.
Federica Volponi e Alessandra Zanghì, le maestre, ieri mattina non si davano pace: «Una bambina vivacissima - commenta commossa Federica - e molto affettuosa. La prima cosa che faceva quando si alzava dal banco era salutare le maestre e abbracciarci. E una famiglia attenta, qui venivano con il traduttore per capirsi bene con noi...». (s.arbizzi)
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