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Quel test serve a tutti

Enrico Grazioli

Sarebbe molto bello che il questionario ideato dal Comune di Modena sulla percezione della sicurezza potesse essere esteso e sottoposto all’intera città

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Sarebbe molto bello che il questionario ideato dal Comune di Modena sulla percezione della sicurezza potesse essere esteso e sottoposto all’intera città e non al solo campione demoscopico a cui è riservato. Perché è un vademecum di riflessione e autocoscienza, oltre che uno strumento per comprendere a grandi linee quali sono i punti di sofferenza più profondi (o più avvertiti in superficie...) che condizionano la vita dei modenesi. Il sindaco Muzzarelli dal giorno del suo insediamento ha tenuto a precisare che lui non è uno di quegli amministratori tendenti a sminuire il peso delle paure nella sua comunità. Oppure a considerare la piccola criminalità, il degrado di alcune aree come di molti rapporti tra gruppi sociali come un’endemica ricaduta del cambiamento nei tempi della crisi, dell’immigrazione, dell’impoverimento collettivo. Capire cosa sentono i modenesi servirà alla sua giunta per tentare di affinare attenzioni e attrezzare provvedimenti. Ma per i cittadini può essere l’occasione di guardarsi allo specchio, oltre che guardare che facce circolano nelle strade che si attraversano di fretta tornando a casa la sera o a come sono conciati e frequentati i giardini e i marciapiede lungo cui camminano i nostri figli o i loro nonni. Dallo scontrino non rilasciato al rifiuto lasciato lungo il cammino sono molti gli atteggiamenti spesso non percepiti che hanno comunque a che fare, e molto, con la legalità e il conseguente livello di sicurezza. E allo stesso modo, non è ozioso domandarci a bruciapelo se ci faremmo serenamente curare da un medico di pelle scura o ambrata; oppure se pensiamo che tra gli “stranieri” vicini a noi “c’è anche tanta gente onesta...”. Serve a leggere quanto spirito di comunità, comprensione dei tempi e di una difficoltà senza confini ci sia nel nostro animo: dal quale dipende, per la nostra parte e prima di qualsiasi intervento pubblico, il contributo che ciascuno può dare alla crescita di una comunità, alla difesa del suo residuo livello di benessere. A costruire una sicurezza, percepita o reale, che non può essere solo chiesta ma va anche data. A chi vive, bene o male, come noi: insieme a noi.

@engraz

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