Kyenge: "Nessun mio collaboratore indagato"
L'ex ministro per l'integrazione smentisce le indagini su un membro del suo staff contattato da Buzzi. "Al ministero ci sono solo dirigenti per concorso"
"Rispetto alle notizie di stampa emerse nelle ultime ore, tengo a precisare che nel corso del mio mandato non ho avuto 'collaboratori' che figurano attualmente tra gli iscritti nel registro degli indagati nell'inchiesta romana sulle infiltrazioni mafiose": è quanto dice l'ex ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge.
"Diversamente - prosegue la Kyenge - tra gli indagati figura una dirigente della Presidenza del Consiglio, giunta alla Segreteria Tecnica della Commissione per le Adozioni Internazionali nel corso del mandato del mio predecessore e che ha proseguito nel proprio incarico anche dopo la mia uscita dal Governo".
La Kyenge fa riferimento a un atrrticolo apparso oggi su Libero in cui si sotiene che un suo collaboratore è indagato dopo essere stato ocntatttao da Craminato e Buzzi per tentare di entrare di entrare nel centro di accoglienza di Mineo, in Sicilia.
"Come è ben noto - continua l'ex ministro per l'integrazione - gli incarichi di dirigenti in ruolo vengono assegnati tramite concorso pubblico e non sono imputabili direttamente alla politica. Esistono uffici che affiancano il lavoro dei ministeri e non tutti i ruoli al loro interno sono riconducibili al ministro di turno. Gli unici collaboratori diretti di un ministro sono riferiti all'Ufficio di Gabinetto, alla Segreteria e all'Ufficio Legislativo". "Non informare correttamente facendo un tutt'uno tra questi ruoli fiduciari e di diretta collaborazione di un ministro e ad altre figure tecniche - conclude l'ex ministro - come è di tutta evidenza può assumere un carattere diffamatorio. Come ha detto il cardinale Bagnasco oggi, facciamo sì che 'gli scandali non oscurino i onesti'"
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