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La Ferrari saluta gli emiri Nel 2015 concederà il bis

di Francesco Dondi
La Ferrari saluta gli emiri Nel 2015 concederà il bis

Si sono concluse le Finali Mondiali nel deserto ma la nuova frontiera è l’Oriente L’ultima parola spetta a Marchionne, assente all’evento voluto da Montezemolo

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INVIATO AD ABU DHABI. Gli aerei cargo sono pronti al decollo, i lucchetti già chiudono gli ingressi del circuito di Yas Marina, ma le emozioni Ferrari non svaniscono. Troppo forte il legame con gli emiri che governano questa terra, non fosse altro per le oltre 250 Rosse con targa araba che hanno sfilato nella parata conclusiva. Senza parlare delle tantissime persone che si sono sedute sugli spalti, partecipando alla festa e “lottando” per un cappellino griffato, lanciato tra il pubblico dai piloti. Ma al di là del calore - anche quello indicato dal termometro, mai sceso sotto quota 20 gradi - la nuova Babilonia è soprattutto il nuovo orizzonte al quale guarda con convinzione la Ferrari. Qui ci sono i soldi, qui si fanno gli affari (non è un caso che la prima delle sei Ferrari “Sergio” sia stata consegnata ad un magnate emiro) e per il brand più globale al mondo non è certo secondario.

Il vice-presidente Piero Ferrari, salutando la folla, ha già parlato di un “arrivederci al prossimo anno”. Una dichiarazione decisa, che non prevede ripensamenti almeno nella dirigenza storica di Maranello. Ora l’ultima parola spetterà a Sergio Marchionne, che ha disertato l’evento di Abu Dhabi. Una scelta che non è passata inosservata, ma comunque piuttosto scontata. La location delle Finali Mondiali 2014 non è stata una sua decisione: l’input di mandare in soffitta i grandi raduni di Mugello, Monza e Valencia, a favore della pista di Yas Marina, è stata avallata da Luca Montezemolo. L’ex presidente ha sempre avuto grandi agganci - ricambiati - nel ricco lembo di terra governata dal petrolio e sempre l’ex presidente del Cavallino ha avuto un peso specifico enorme nel catapultare il marchio Ferrari verso la sconfinata ricchezza araba. Marchionne dovrà decidere se continuare nella strategia, ma i numeri parlano chiaro e se il mercato italiano della casa di Maranello vale ormai pochissimo a livello percentuale, quello mediorientale è in continua ascesa esponenziale. Ecco perché tutto l’ambiente Ferrari è ormai sintonizzato sul bissare il grande evento conclusivo stagionale ad Abu Dhabi e una retromarcia non appare al momento ipotizzabile.

Ma tornando alla festa conclusiva ad aprire lo spettacolo sono state le due vetture GT del team AF Corse, che sono state portate in pista dai campioni del World Endurance Championship, “Gimmi” Bruni e Toni Vilander e dall’altro equipaggio composto da Davide Rigon e James Calado. Le 458 Italia si sono esibite anche nel cambio pilota, proprio come avviene nelle competizioni Endurance, come la 24 Ore di le Mans. Poi è stata la volta delle vetture dei Programmi XX, e dunque delle FXX e delle 599 XX che sono state raggiunte per la prima volta dalla FXX K: il responsabile dei collaudatori, Raffaele De Simone, alla guida ha ipnotizzato il pubblico che fino a quel momento l’aveva potuta osservare solo ferma nel paddock.

A chiudere in bellezza le Finali Mondiali ci hanno pensato Kimi Raikkonen e il collaudatore Marc Gené, che su due F60, hanno dato spettacolo, simulando partenze, duelli e pit stop. Raikkonen che presto diventerà papà ed è stato protagonista di un simpatico siparietto con l’amico Toni Vilander: «Non so come sarà fare il padre - ha detto sorridente - Se avrò bisogno di consigli chiamerò Toni, che ha già una certa esperienza al riguardo».

@francescodondi

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