Aveva sottratto miliardi di lire a clienti della banca
FRASSINORO. Nativo della frazione di Piandelagotti, Riccardo Manattini alla fine degli anni ’80 venne travolto da una vicenda giudiziaria che lo portò, in quello stesso anno, alla condanna in primo...
FRASSINORO. Nativo della frazione di Piandelagotti, Riccardo Manattini alla fine degli anni ’80 venne travolto da una vicenda giudiziaria che lo portò, in quello stesso anno, alla condanna in primo grado a tre anni e sette mesi per truffa e furto. Nel giugno 1988 si costituì e il processo si concluso con la condanna anche a due milioni e mezzo di multa, con l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, al risarcimento dei danni materiali e morali e al pagamento delle spese processuali. Manattini, che all’epoca lavorava per la Bnl, era stato accusato di essersi intascato qualche miliardo di vecchie lire truffando clienti con cui aveva avuto a che fare. La vicenda dei raggiri era emersa in quegli anni quando lui, di punto in bianco, si era reso irreperibile. Così i clienti hanno scoperto quanto stava capitando, ma troppo tardi per trovare traccia del denaro. Durante l’udienza del giugno 1988 ci furono anche colpi di scena che all’epoca fecero molto parlare, come ad esempio il sequestro, disposto dal giudice, di un carteggio riservato tra uffici e sedi della banca. Nel 1998 la Bnl è poi stata condannata a risarcire alcuni dei clienti danneggiati. La III sezione civile della Cassazione ha confermato la condanna per la Bnl al risarcimento di 500 milioni in favore di una coppia modenese truffata dal Manattini, che aveva tenuto per sè i soldi - 2 tranche da 240 e 200 milioni.
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