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Azienda scarica amianto Il Comune paga la bonifica

di Marco Pederzoli
Azienda scarica amianto Il Comune paga la bonifica

Marano. Sindaco furibondo: «Da 2 anni la ditta ignora ordinanze e non provvede L’operazione costerà 60mila euro di soldi pubblici, danno grave alla comunità»

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MARANO. Per colpa di una ditta di Crespellano, che oltre due anni fa ha scaricato abusivamente amianto e un’altra grande quantità di rifiuti più o meno pericolosi lungo via Villabianca, sarà tutta la comunità maranese che, almeno per il momento, si accollerà le spese per lo smaltimento. Il totale dell’operazione? Più di 60.000 euro. Questa, in sintesi, è la fine della partita che si sta ormai disputando da almeno due anni tra Comune e polizia municipale da una parte, ditta inquinatrice dall’altra. Il sindaco, Emilia Muratori, è letteralmente furiosa per questa situazione e sta facendo di tutto perché la rimozione a spese dei cittadini maranesi sia solo la fine del primo tempo e non della partita. L’intenzione, come ha spiegato la stessa prima cittadina, è davvero quella di continuare ad andare avanti in tutte le sedi, giudiziaria in primis, affinché si arrivi a un barlume di giustizia. Come molti maranesi sanno, i fatti di quanto accaduto finora si possono riassumere in poche parole: una notte di oltre due anni fa, qualcuno di una ditta di Crespellano sfonda le recinzioni di un terreno privato lungo via Villabianca e deposita qualche tonnellata di rifiuti, compresi amianto, lana di vetro, plastica e quant’altro. Cittadini e guardie ecologiche provinciali si accorgono di quello che è successo, avvisano il Comune e la polizia municipale comincia a indagare. Viene scoperto chi è il responsabile di questo scempio ambientale, vengono fatte almeno due ordinanze per la rimozione del materiale, sembra che il responsabile sia pronto a onorare l’impegno di ripristinare l’area che ha deturpato. Comincia anche, qualche mese fa, a muoversi qualche camion per portare via del materiale. Poi più nulla. La maggior parte dei rifiuti giace ancora lì abbandonata e, beffa nella beffa, proprio in questi giorni le guardie ecologiche provinciali hanno segnalato che, a loro, risultano essere stati conferiti altri rifiuti, che hanno rimpinguato il mucchio. Dall’amministrazione non giungono conferme in questo senso, ma il sindaco Emilia Muratori è furibonda su tale vicenda: «Una ventina di giorni fa abbiamo fatto un’ordinanza alla ditta inquinatrice e alla proprietà del terreno, perché si accordassero sullo smaltimento. I tempi sono scaduti e non c’è stato alcun risultato. A questo punto procederemo noi allo smaltimento, con una determina di spesa per oltre 60.000 euro. E’ un danno enorme per la nostra comunità e ci riteniamo parte lesa. Siamo molto amareggiati, ma anche determinati a far valere le nostre ragioni in tutte le sedi, per rientrare del danno subito».

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