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Contratti energia ottenuti con inganno Quasi mille vittime

Contratti energia ottenuti con inganno Quasi mille vittime

«Con frasi del tipo: firmi qui per dimostrare che ci siamo visti strappano accordi non voluti». Cosa fare per uscirne “illesi”

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Sono insistenti, fanno apparire il tutto una formalità, convenientissimo; spesso arrivano a farti credere di firmare un modulo per semplice presa visione: «per far vedere che sono stato a casa sua». Invece ti ritrovi ad aver sottoscritto un contratto in piena regola, per la fornitura del gas, piuttosto che della luce. E magari nemmeno conveniente. E non solo. Al conto vanno aggiunte informazioni ingannevoli e incomplete (ma in qualche caso anche firme false) da parte degli agenti di vendita; risparmi mirabolanti che alla fine non si rivelano tali; prodotti accessori come assicurazioni sugli impianti “venduti” insieme coi contratti. È quanto riescono a fare i venditori di contratti energia specializzati nel far cadere in trappola i poveri cittadini, vittime preferite gli anziani. Ai malcapitati, non resta che provare a disdire il tutto, possibilmente senza pagare penali.

In loro aiuto da tempo è schierata Federconsumatori che, di fronte all’impennata di casi, ha ritenuto opportuno lanciare un pubblico appello per mettere in guardia i cittadini, dai venditori “spesso aggressivi” che vogliono convincerli a cambiare contratto dell'energia elettrica e del gas. L'appello riguarda tutti i fornitori, quelli regionali compresi. Per il “porta a porta” vengono incaricate abitualmente società esterne, che a loro volta si avvalgono di agenti precari e non di rado poco informati sui servizi in questione: così, nessuno alla fine se ne assume la responsabilità.

Il prezzo più alto lo pagano i più deboli, dagli anziani agli stranieri: «al nostro sportello “energia: diritti a viva voce” arrivano continuamente segnalazioni. Il conto totale quest'anno non lo abbiamo ancora fatto, ma di sicuro siamo oltre le 800 segnalazioni dell'anno scorso. Parliamo di pratiche aperte, le consulenze sarebbero il triplo», spiega la presidente Federconsumatori, Renza Barani. «Spesso - prosegue Barani - sono nascoste vere e proprie trappole nella sottoscrizione di queste forniture. La liberalizzazione del mercato ha portato ad una aggressività sempre maggiore dei venditori. I cittadini se ne accorgono dopo, vengono ai nostri sportelli e così inizia un iter lunghissimo e tortuoso per cercare di recedere dai contratti. È difficile dimostrare l'illegalità di questi comportamenti...».

In realtà, non si ha a che fare con truffe o altri reati, ma ciò non significa che il problema sia meno avvertito: «Spesso - continua Barani - questi soggetti si muovono sul filo della legalità. Chiedono di esporre le bollette per “catturare” i numeri di codice necessari al passaggio di contratto». Insomma, è meglio seguire alcune semplici regole: non consegnare mai le bollette agli agenti, appunto, non firmare nulla «soprattutto se scritto in piccolo», non fornire dati sensibili.

Anzi, suggerisce Barani, a volte è proprio meglio non far entrare in casa nessuno. Se comunque capita di aver firmato qualcosa di non richiesto, l'associazione dei consumatori ricorda che si hanno comunque 14 giorni di tempo per poter recedere e passare ad un'altra società “senza problemi”. Ma è meglio anche in questo caso muoversi con premura, visti i tempi delle raccomandate.

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