Presepi: in San Giovanni le statue raccontano Vangelo e Bibbia
Nella chiesa di piazza Matteotti un diorama mostra le scene più significative del Vecchio e Nuovo Testamento
È un tuffo nelle magie del Natale e nella rivisitazione degli episodi centrali della Bibbia quello in cui ci si trova nel grande diorama natalizio allestito nella chiesa di S.Giovanni Battista in piazza Matteotti.
La mostra resterà aperto per tutta la durata delle feste il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Un’eccezione positiva quella di ieri in cui, complice la giornata festiva infrasettimanale, gli organizzatori hanno voluto spalancare i portoni ugualmente.
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Un accostamento di sacro e profano, se così si può dire, perché l’edificio è tuttora adibito al culto, anche se occasionalmente, ma per l’occasione viene utilizzato per una mostra artistica a soggetto religioso. Già il titolo dell’esposizione sponsorizzata dall’associazione Modena Amoremio, “Il presepe nella cornice delle storie del Vecchio e Nuovo Testamento”, dà l’idea del grande lavoro di ricostruzione compiuto dagli autori. Un lavoro finissimo che anche negli oggetti di vita quotidiana, ricostruiti con precisione filologica dall’autore e collezionista Mauro Grisotti di Buccinasco e con l’ausilio delle scenografie dipinte dalla siciliana Angela Tripi.
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Una volta in più in queste rappresentazioni dimostrano la forza della cultura delle immagini nel Cristianesimo. Sin dai primi secoli di diffusione del vangelo, con il moltiplicarsi delle comunità e delle chiese, la rappresentazione della vita di Gesù e dei santi è stata vista dalle autorità religiose come una sorta di Biblia pauperum, ovvero una scuola teologica per tutti coloro che non sapevano leggere e scrivere.
Ma è dal 1223, con la rappresentazione vivente attribuita e tramandata da S.Francesco d’Assisi, che l’evento fondante della religione della croce è stato ripetuto migliaia di volte come atto di fede a Natale. Artigiani e artisti hanno creato in otto secoli scuole e stili originali che riflettono l’attaccamento delle comunità ai loro simboli. Non è casuale che questa mostra sia allestita nella chiesa di S. Giovanni Battista dov’è ospitato il “Compianto” di Guido Mazzoni, un gruppo di statue di terracotta a grandezza naturale, ancora splendide nonostante lo sciagurato restauro di alcuni anni fa che ha tolto i colori alle statue. Ne esistono sei esemplari in tutto il mondo, sempre realizzati dall’artista modenese; quello conservato nella nostra città è unanimemente considerato un capolavoro del ’400. (s.c.)
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