Ladri nei negozi e Massa si ribella
Finale. Prima il colpo in un bar del centro, poi nella fioreria «C’è una banda di balordi locali che studia le nostre mosse»
FINALE. Nei giorni scorsi era toccato alla pasticceria Ratti, proprio sul centro di Massa. Uno dei titolari ha chiuso ed è uscito un istante alle 11 di sera, per andare in un locale di fronte, nella piazzetta del paese. E in quel frangente i ladri sono entrati da una finestra sul retro, puntando al registratore di cassa.
La replica invece è avvenuta in piena pausa pranzo, a pochi metri di distanza, presso la fioreria L’Oasi di Piazza Caduti: «Hanno probabilmente aspettato che chiudessi il negozio - spiega Davide Bonfatti - hanno trascinato due fioriere alte davanti alla vetrina, per occultarsi, poi sono riusciti ad infilarsi dall’abbaino lasciato accostato sopra la vetrina. Ci passa giusto un ragazzino, una persona esile esile. Fatto sta che una volta all’interno si sono presi il pc portatile, la vecchia macchina fotografica digitale, il fondo cassa fatto di monetine piccole e circa 400 euro, che avevo infilato in alcuni fogli e dovevano servire per un pagamento. Si sono presi anche gli assegni in bianco, e un paio di assegni intestati a clienti, oltre ai miei documenti. È evidente che sapevano come entrare in negozio, e dove mettere le mani. Quindi è evidente che si tratta di qualcuno dei balordi, anche giovanissimi, che stazionano spesso qui in zona, anche perché un ladro attento non saprebbe che farsene di assegni che vengono bloccati, o di un pc usato, che invece per me era prezioso, perché ci tenevo foto di mio padre che non c’è più, contabilità, pratiche... cose che a un ladro non possono certo interessare».
Sull’episodio sono in corso gli accertamenti dei carabinieri, ma Bonfatti non ha dubbi: «Dobbiamo fare rete con i commercianti, stroncare sul nascere questo fenomeno, grave e fastidioso. Penso non si possa infatti restare passivi, ognuno deve darsi da fare, anche perché non è difficile ipotizzare che si tratta di un problema, ovvero di balordi, che sono qui a Massa». (ase)
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