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Morto Lucio Riva l’artista delle piccole meraviglie

di Michele Fuoco
Morto Lucio Riva l’artista delle piccole meraviglie

Stroncato da un malore nella casa studio di via del Teatro. Dieci giorni fa aveva ricordato lo scultore Biolchini a Pavullo

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Lucio Riva se n'è andato improvvisamente all'età di 86 anni. Lo ha stroncato un malore ieri mattina nella sua casa-studio di via del Teatro, dove è stato trovato senza vita. La salma è stata trasportata al Policlinico, per gli accertamenti di rito. I funerali si svolgeranno, probabilmente domani, presso le camere ardenti del Policlinico.

La triste notizia si è diffusa rapidamente in città, dove l'artista era molto noto.

Lo abbiamo incontrato l'ultima volta giovedì scorso, durante la presentazione alla stampa della mostra di Robert Pettena alla Palazzina dei Giardini. Quattro chiacchiere di commento sulla mostra e per rivelare il suo soddisfacente stato di salute.

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Alle manifestazioni della Galleria Civica Lucio era sempre presente, perché anche amico del direttore Marco Pierini che, lo scorso anno, lo ha voluto nella collettiva sull'informale, fatta con opere della Raccolta del disegno, e ha presentato il suo lavoro in catalogo nella mostra personale “Oggetti esclamanti”, presso la Biblioteca Poletti, per il Festival Filosofia di due anni fa. Per l'artista l'occasione per esporre al pubblico i suoi taccuini, veri e propri libri d'artista in esemplare unico. Taccuini mai esposti prima, capaci di offrirsi come diario privato di una vita appartata per decenni nel suo atelier e abitazione del centro storico, che costituiva una “camera di meraviglie” con le opere che Riva realizzava, con la combinazioni di piccoli oggetti diversi di antiquariato o modernariato, o con le loro parti, reperiti nel tempo sulle bancarelle di mercatini o in ambienti di rottamazione. Si tratta di opere ridefinite in un sistema di relazioni, caricando gli oggetti di esperienze umane, di sensi arcani e di significati persino simbolici. È come riconoscere diversi livelli di senso a vecchie fotografie, a mappe geografiche, a cose anche inutili, che vengono scomposte, assemblate ed elette, con giocosi slanci inventivi, a piccole meraviglie.

Nella “Wunderkammer” dell'ultimo piano di via Teatro l'artista mostrava a amici e collezionisti, in un recente passato, durante le feste natalizie le sue raffinate opere, nutrite talvolta con minimi interventi cromatici.

Lucio conduceva una vita quasi solitaria. Preferiva proteggere la sua privacy. Non aveva auto, né computer, né televisione, né cellulare. Solo, da una decina d'anni, aveva messo il telefono in casa. Anche le mostre venivano centellinate, ma in spazi pubblici, come la Civica di Modena e il Castello di Carpi.

Nessuna propensione a mettersi in mostra in gallerie private.

Ma gli inizi ha collaborato con la Galleria La Sfera, in vicolo Caselline, diretta da Liliana e Mario Cadalora, ponendo attenzione ai giovani emergenti modenesi. Non a caso, il 29 novembre, Lucio è stato chiamato, con altri relatori, a ricordare nella sala consiliare di Pavullo, lo scultore Raffaele Biolchini, a 20 anni dalla scomparsa, tracciando un affettuoso quadretto di ricordi, mettendo in rilievo il valore della sua scultura.

Dall'età di 30 anni Riva si era dedicato all'attività creativa. Amava anche la musica e la letteratura. Prima diversi mestieri, tra cui il presentatore di avanspettacoli e assicuratore. Una scelta non facile, quella di vivere d’arte, che è costata sacrifici, ma confortata e sostenuta da amici sinceri.

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