«Salviamo i gestori: no allo sfratto del bar al circolo tennis di Carpi»
I soci chiedono un nuovo bando con un affitto meno esoso: «La Uisp sta usando metodi autoritari. Richieste anomale»
CARPI Una petizione che nella prima mattinata di ieri aveva già raccolto decine di firme, per “salvare” l’attuale gestione del bar del circolo tennis, condotto dalla famiglia Cappelli, che ha ricevuto lo sfratto, a partire dalla fine di quest’anno. Si sono mobilitati in massa i soci del circolo tennis di via Carlo Marx e si sono riversati a decine al bancone del bar per scrivere il proprio nome sul foglio di raccolta firme all’ingresso dell’esercizio.
«Il Comune non può lavarsene le mani e deve impedire che il bando emesso dall’Uisp assegni ad un altro gestore il bar, perché si tratta di un immobile pubblico». Questo chiedono a gran voce i soci. Un malumore amplificato dal fatto che la cena di Natale «si svolgerà presso un altro ristorante e non nei locali sopra il bar, una scelta che avrebbe permesso agli attuali gestori di arrotondare gli incassi». Tra i firmatari appare anche Ernesto Casolari, presidente per anni del Circolo Tennis. «Frequento il circolo da cinquant’anni – afferma Alfonso Pignatti – e la gestione del bar con la famiglia Cappelli è efficiente, funziona benissimo e non vedo perché si debba cambiare». Dello stesso avviso un altro socio storico, Raffaele Frattini, dell’omonimo negozio sportivo. «Ho firmato volentieri la petizione – aggiunge Frattini – perché la famiglia Cappelli sa fare il suo mestiere e spero tanto che il Comune si metta una mano sul cuore e li aiuti. L’amministrazione dovrebbe imporsi nei confronti dell’Uisp. E noi ‘vecchi’ soci siamo contenti che i Cappelli siano ritornati a gestire un bar che avevano già condotto i primi anni 2000». Anche Giovanni Bellei ritiene che non sia giusto «che questa famiglia, brave persone, siano trattate così, senza che si faccia sapere loro nulla di più rispetto alla comunicazione dello sfratto». Vittorio Capilupi è socio da 25 anni e si dice «contrario ad una gestione così autoritaria del circolo. Vorremmo sapere in modo chiaro quello che sta avvenendo». Antonio Spaggiari aggiunge che viene al bar da «30 anni e gestione migliore di questa non c’è mai stata». Ha un’opinione in materia anche Giorgio Vecchi, già presidente di Confcommercio Carpi, che ritiene che «il bando contenga anomalie molto forti. Non so come si possa avere affittato un impianto a poche migliaia di euro e, poi, si affitti un ramo d’azienda ad un importo superiore. Inoltre, non si capisce l’intreccio di società e posso affermare chE la situazione, nell’insieme, non è chiara». Silvano Ferrari sottolinea che «bisogna partire dal Comune nel ripristinare ordine in quello che è successo» e Mauro Sgarbi parla di «mancanza di rispetto verso questo persone che hanno sempre svolto il loro mestiere». Anche i soci Vainer Caliumi e Raffaele Cantalupo tengono a manifestare la propria vicinanza alla famiglia.
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