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Tempio, un maxipresepe per allontanare il degrado

Tempio, un maxipresepe per allontanare il degrado

L’ex-cinema Principe ospita un’opera d’arte distribuita su trenta metri quadrati «Questa meraviglia esposta fino all’11 gennaio può ridare vita all’intera zona»

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Può un presepe aiutare nella lotta contro il degrado? Gli organizzatori di Via Piave e Dintorni sperano di sì. «È un obiettivo ambizioso - ha spiegato Gloria Marinelli, rappresentante dell’associazione no profit - ma anche noi lo siamo». Con questo spirito, per la quarta edizione di fila, è stato inaugurata ieri una vera e propria opera d’arte. È il presepe all’ex cinema Principe, (visitabile gratuitamente dalle 8.30 alle 23 fino all’11 gennaio). Trenta metri quadrati di base, senza considerare l’altezza, che ricostruiscono la Natività. Rispetto allo scorso anno c’è in più un fiume, un mulino e una stanza “borghese” sulla sinistra. Immutato il gioco di luci e ombre, sapientemente creato con un mixer e alcune fibre ottiche: dall’alba si passa al giorno, poi scende la sera e quindi la notte.

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Dietro il presepe sono stati posti pannelli sui tre lati per evitare il contatto con la luce dall’interno. In alto, sulla destra, il macchinario che produce una delle bellezze dell’opera: l’effetto neve. Merito di un liquido misto di acqua, sapone e solvente che viene “sparato” sopra i figuranti. Prima dell’inaugurazione erano tanti i bambini di tutte l’età in attesa di poterlo ammirare. C’era la bimba che si faceva un “selfie” davanti all’ingresso con la nonna e l’anziano che entrava furtivo dalla porta sperando di non essere visto prima dell’atto ufficiale. Il taglio del nastro con il sinsaco Giancarlo Muzzarelli «Occorre riconquistare i luoghi», ha affermato Muzzarelli prima di varcare la soglia e ammirare la creazione degli artigiani del territorio. I costruttori sono stati Giorgio e Maurizio Marinelli, Maurizio Morselli e Franco Bruni. Persone che hanno dedicato volontariamente una lunga parte del proprio tempo libero in favore della comunità. «Solo per l’allestimento sono servite tre settimane - hanno spiegato - per fare una casa è servito oltre un mese di lavoro. Ci vedevamo praticamente ogni sera». Non è stato un percorso semplice, anche per l’ambiente. Gli organizzatori si sono lamentati del fatto che non per tutti l’accoglienza è stata positiva.

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«Alcune persone venivano quasi davanti alle vetrate - hanno riferito - e facevano la pipì in segno di sfregio. Non hanno compreso che siamo qui anche per loro». «La situazione purtroppo non è cambiata molto», ha confermato una commerciante che già da anni si batte per il miglioramento della zona. I problemi sono noti: spaccio, prostituzione, risse. «Speriamo almeno che le prostitute si spostino - ha ripreso un organizzatore - anche se così il problema non si risolve del tutto». L’ex cinema Principe aveva ospitato un incontro tra il sindaco e gli abitanti per discutere i problemi della zona. Al tavolo molti rappresentanti dell’associazione Via Piave e Dintorni. «Dal 2007 siamo cresciuti molto - ha confermato Gloria Marinelli - eravamo 120 iscritti e ora siamo quasi 300. Abbiamo l’ex cinema Principe in comodato gratuito e organizziamo anche incontri di pittura e di cultura. L’artista Monica Lotti ha mosso i primi passi con noi. Tutte le nostre iniziative sono gratuite e il nostro obiettivo è rilanciare un territorio». Un territorio immerso tra il Museo Casa Natale Enzo Ferrari e il centro, in cui le potenzialità sono tante. Occorre farle emergere. Per questo è necessario vincere le “resistenze” legate al degrado, ma la sfida è aperta.

Gabriele Farina

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