Venerdì sciopero nazionale, Cgil e Uil in piazza
Protesta contro il Jobs Act e la Legge di stabilità. Il programma delle iniziative a Modena
“Così non va!” E’ lo slogan dello sciopero genrale nazionale di tutti i settori indetto da Cgil-Uil per venerdì 12 dicembre contro il Jobs Act e la Legge di Stabilità, per rivendicare diverse politiche economiche, una vera riforma della Pubblica Amministrazione, il rinnovo dei contratti pubblici e privati.
Anche a Modena come in tante piazze italiane, venerdì prossimo si svolgerà una manifestazione che chiama a raccolta lavoratori, giovani, disoccupati, pensionati e quanti chiedono al Governo Renzi di cambiare marcia.
E’ previsto il concentramento del corteo alle 9 su via Emilia Ovest/altezza Parco Ferrari con partenza alle ore 9.30. Sfilata per le vie del centro storico sino a piazza Grande dove alle 10.30 si terrà il comizio con interventi di Luigi Tollari, segretario provinciale Uil Modena-Reggio Emilia e Tania Scacchettu segretario provinciale Cgil. Previsto anche l’intervento di uno studente dal palco. In piazza Grande ci saranno anche i gazebo di associazioni e dei patronati Inca e Ital che continueranno la raccolta firme contro i tagli previsti dalla Legge di stabilità. Gli organizzatori allestiranno anche un piccolo punto ristoro con la distribuzione di the caldo e panettone.
E’ attesa una grande partecipazione alla manifestazione anche considerate le migliaia di assemblee nei luoghi di lavoro e fra i pensionati svolte nelle scorse settimane.
“Il Governo Renzi sta portando avanti un attacco di proporzioni inedite al mondo del lavoro e alla rappresentanza sociale” hanno detto stamattina in conferenza stampa i segretari di Cgil-Uil Tania Scacchetti e Luigi Tollari.
“Siamo consapevoli del sacrificio che chiediamo ai lavoratori in un momento di crisi come questo, ma quando il Governo non ti ascolta lo sciopero è lo strumento più alto per fare sentire la propria voce e chiedere cambiamenti importanti” hanno aggiunto Scacchetti e Tollari.
Cgil e Uil sono molto critici verso il Jobs Act che cancella i diritti con le modifiche agli art. 4-13-18 dello Statuto dei Lavoratori (licenziamenti illegittimi, demansionamento, controllo a distanza), non elimina il precariato (“anzi il contratto a tutele crescenti sembra essere proprio la 47^ forma di contratto”), e non prevede risorse sufficienti per rendere universali gli ammortizzatori sociali. Preoccupazione, ad esempio, è stata espressa sulla Cig in deroga destinata ad aziende artigiane- commercio-piccole imprese, che al momento è rifinanziata solo per 5 mesi nel 2015 (per esaurirsi nel 2016), “mentre è stata ampiamente utilizzata in questi anni di crisi per tutelare molti lavoratori non coperti dagli ammortizzatori standard”.
Anche se il Jobs Act è stato appena approvato dal Parlamento, la mobilitazione dei sindacati non si fermerà e continuerà l’azione di contrasto sui Decreti attuativi.
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