Dentro il bunker 2.0la maxi-farmacia che serve 2,5 milioni di utenti
Oltre 5mila mq di tecnologia a basso impatto ambientale ora al servizio di 25 ospedali e sette aziende sanitarie delle province di Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza
REGGIO EMILIA. Cinquemila metri quadrati di alta tecnologia, con uno sviluppo in altezza di 12 metri, un concentrato di innovazione nella gestione dei prodotti e basso impatto ambientale; 11 baie (ovvero bocche d'ingresso/uscita della merce tramite autotrasporto), un bacino di utenza di persone raggiunte dal servizio che si aggira sulle 2.500.000 unità. È il magazzino farmaceutico centralizzato dell'Area Vasta Emilia Nord (Aven), con sede in via Vertoiba a Reggio, nato dall'esigenza di stoccare in un'unica struttura e distribuire farmaci e dispositivi medici di 7 aziende sanitarie per 4 province, ovvero Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza. Venticinque gli ospedali serviti: «Innovare e alzare l'asticella della qualità nel campo della gamma dei servizi sanitari, questo è l'obiettivo» spiega Andrea Grassi, vice-presidente di Coopservice, che si è assunta, per nove anni, la gestione interna della movimentazione del magazzino e i trasporti, con una settantina di dipendenti impegnati. «Abbiamo fornito hardware e software, diciamo, l'intera progettazione e realizzazione dei macchinari e del magazzino nel suo complesso è opera di Coopservice», continua Grassi.
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Un progetto pilota di innovazione nel settore, inaugurato nel novembre 2013, che sta riscontrando successi anche in campo internazionale; è tra l'altro in arrivo, anche se di dimensioni leggermente ridotte, una struttura del genere per l'Avr, ovvero l'Area Vasta Romagna, precisamente edificato a Pieve Sistina, in provincia di Cesena. Progettato con criteri antisismici più avanzati, è una “linea diretta” con le esigenze degli ospedali, grazie all'integrazione fra i software gestionali delle aziende sanitarie e i gestionali del magazzino: le farmacie degli ospedali sono quindi in grado di conoscere in tempo reale le giacenze di magazzino, gli ordini emessi, i prezzi dei prodotti e le relative schede tecniche. «Un tipo di gestione che, ad esempio, fra i mille vantaggi, riduce al minimo il rischio di far scadere, inutilmente, il prodotto, vista la tracciabilità e il controllo capillare», spiega Riccardo Ghioni, ingegnere meccanico e project manager della struttura. I magazzinieri, per di più, si avvalgono di terminali portatili collegati in Wi-Fi al sistema centrale, annullando, con un occhio all'ambiente, in tal modo anche le attività svolte su supporto cartaceo.
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Non è certo semplice raccontare l'intero processo di arrivo della merce, stoccaggio, ridistribuzione, gestito interamente in radiofrequenza; si parla infatti di circa 6.200 prodotti diversi (tutti i farmaci comprese le soluzioni infusionali, tutti i dispositivi medici di uso comune, buona parte dei dispositivi medici specialistici), per un valore complessivo di 450 milioni di euro, consegnati da una a tre volte la settimana, a seconda delle richieste di ciascuna azienda. L'interno, dunque, suddiviso in tre aree: ricevimento merce da fornitore, stock, picking (prelievo) e spedizione, quarantena - rappresenta un unico nel suo genere in Italia, nel panorama della sanità pubblica, per le tecnologie impiegate. Sempre nell'ottica di ottimizzazione delle risorse, è stata introdotta la gestione dello stock e del picking secondo il confezionamento diverso dei prodotti e sistemi di “pick to light” (guida attraverso la luce) riducendo i tempi di allestimento delle richieste. Ma è tutto il complesso ad essere all'avanguardia, vista anche l'importanza del prodotto trattato: ci si è dotati di sistemi di compartimentazione automatica interna in caso di incendio, oltre che impianti di spegnimento a splinker, a lancia, a schiuma e a gas. Per quanto riguarda l'impatto ambientale, ha pareti ventilate con “effetto camino” per la protezione dagli agenti atmosferici. Una soluzione che consente l'eliminazione della condensa superficiale e dei ponti termici, con un risparmio energetico sia nella stagione estiva che invernale. L'edificio nel suo complesso è in grado di produrre 57,5 kilowatt di energia elettrica mediante pannelli fotovoltaici ed è dotato di pannelli solari per la produzione di acqua calda. Il riscaldamento avviene tramite caldaie a condensazione con recupero dell'energia termica dei fumi di combustione. È stata realizzata inoltre un'isola ecologica per la raccolta differenziata; anche per i trasporti sono stati scelti automezzi a basso impatto ambientale.
Andrea Montanari
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