Gazzetta di Modena

Modena

sanità

Dentro il bunker 2.0la maxi-farmacia che serve 2,5 milioni di utenti

Dentro il bunker 2.0la maxi-farmacia che serve 2,5 milioni di utenti

Oltre 5mila mq di tecnologia a basso impatto ambientale ora al servizio di 25 ospedali e sette aziende sanitarie delle province di Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Cinquemila metri quadrati di alta tecnologia, con uno sviluppo in altezza di 12 metri, un concentrato di innovazione nella gestione dei prodotti e basso impatto ambientale; 11 baie (ovvero bocche d'ingresso/uscita della merce tramite autotrasporto), un bacino di utenza di persone raggiunte dal servizio che si aggira sulle 2.500.000 unità. È il magazzino farmaceutico centralizzato dell'Area Vasta Emilia Nord (Aven), con sede in via Vertoiba a Reggio, nato dall'esigenza di stoccare in un'unica struttura e distribuire farmaci e dispositivi medici di 7 aziende sanitarie per 4 province, ovvero Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza. Venticinque gli ospedali serviti: «Innovare e alzare l'asticella della qualità nel campo della gamma dei servizi sanitari, questo è l'obiettivo» spiega Andrea Grassi, vice-presidente di Coopservice, che si è assunta, per nove anni, la gestione interna della movimentazione del magazzino e i trasporti, con una settantina di dipendenti impegnati. «Abbiamo fornito hardware e software, diciamo, l'intera progettazione e realizzazione dei macchinari e del magazzino nel suo complesso è opera di Coopservice», continua Grassi.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10476347:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/ecco-il-bunker-20-per-lo-stoccaggio-dei-farmaci-ospedalieri/38354/38580]]

Un progetto pilota di innovazione nel settore, inaugurato nel novembre 2013, che sta riscontrando successi anche in campo internazionale; è tra l'altro in arrivo, anche se di dimensioni leggermente ridotte, una struttura del genere per l'Avr, ovvero l'Area Vasta Romagna, precisamente edificato a Pieve Sistina, in provincia di Cesena. Progettato con criteri antisismici più avanzati, è una “linea diretta” con le esigenze degli ospedali, grazie all'integrazione fra i software gestionali delle aziende sanitarie e i gestionali del magazzino: le farmacie degli ospedali sono quindi in grado di conoscere in tempo reale le giacenze di magazzino, gli ordini emessi, i prezzi dei prodotti e le relative schede tecniche. «Un tipo di gestione che, ad esempio, fra i mille vantaggi, riduce al minimo il rischio di far scadere, inutilmente, il prodotto, vista la tracciabilità e il controllo capillare», spiega Riccardo Ghioni, ingegnere meccanico e project manager della struttura. I magazzinieri, per di più, si avvalgono di terminali portatili collegati in Wi-Fi al sistema centrale, annullando, con un occhio all'ambiente, in tal modo anche le attività svolte su supporto cartaceo.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.10474024:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.10474024:1649992032/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Non è certo semplice raccontare l'intero processo di arrivo della merce, stoccaggio, ridistribuzione, gestito interamente in radiofrequenza; si parla infatti di circa 6.200 prodotti diversi (tutti i farmaci comprese le soluzioni infusionali, tutti i dispositivi medici di uso comune, buona parte dei dispositivi medici specialistici), per un valore complessivo di 450 milioni di euro, consegnati da una a tre volte la settimana, a seconda delle richieste di ciascuna azienda. L'interno, dunque, suddiviso in tre aree: ricevimento merce da fornitore, stock, picking (prelievo) e spedizione, quarantena - rappresenta un unico nel suo genere in Italia, nel panorama della sanità pubblica, per le tecnologie impiegate. Sempre nell'ottica di ottimizzazione delle risorse, è stata introdotta la gestione dello stock e del picking secondo il confezionamento diverso dei prodotti e sistemi di “pick to light” (guida attraverso la luce) riducendo i tempi di allestimento delle richieste. Ma è tutto il complesso ad essere all'avanguardia, vista anche l'importanza del prodotto trattato: ci si è dotati di sistemi di compartimentazione automatica interna in caso di incendio, oltre che impianti di spegnimento a splinker, a lancia, a schiuma e a gas. Per quanto riguarda l'impatto ambientale, ha pareti ventilate con “effetto camino” per la protezione dagli agenti atmosferici. Una soluzione che consente l'eliminazione della condensa superficiale e dei ponti termici, con un risparmio energetico sia nella stagione estiva che invernale. L'edificio nel suo complesso è in grado di produrre 57,5 kilowatt di energia elettrica mediante pannelli fotovoltaici ed è dotato di pannelli solari per la produzione di acqua calda. Il riscaldamento avviene tramite caldaie a condensazione con recupero dell'energia termica dei fumi di combustione. È stata realizzata inoltre un'isola ecologica per la raccolta differenziata; anche per i trasporti sono stati scelti automezzi a basso impatto ambientale.

Andrea Montanari

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google