Maxifarmacia, risparmio da 5,7 milioni
Primi effetti della riorganizzazione con il taglio di 5 magazzini in provincia. Ora un unico rifornitore per ospedali e Ausl
Da gennaio a settembre, per far funzionare la macchina della salute pubblica di Modena e provincia, sono stati utilizzati farmaci e dispositivi medici per un valore di circa 72 milioni 250 mila euro. Si viaggia su una spesa media di 8 milioni di euro al mese, per far fronte a quelle che sono le esigenze di reparti ospedalieri, servizi territoriali, strutture protette e farmacie dei due ospedali di Modena, di quello di Sassuolo, di Pavullo, Vignola, Carpi e Mirandola. In pratica parliamo di migliaia di scatole di medicinali e dispositivi di ogni tipo, indispensabili per curare ed assistere i pazienti.
Costi elevati, sui quali incombe sempre la scure dei tagli delle risorse. Ecco perché trovare il modo di risparmiare, senza ridurre la qualità delle prestazioni, è diventata un’ossessione per i responsabili della salute pubblica. Una delle strade seguite, e con risparmi subito tangibili, riguarda l’organizzazione della gestione dei farmaci che quotidianamente devono essere a disposizione delle strutture.
LA MAXIFARMACIA
PER TAGLIARE I COSTI
A Reggio Emilia è stato creata quella che è una delle “farmacie” più grandi d’Italia. Si tratta del magazzino farmaceutico centralizzato dell'Area Vasta Emilia Nord (Aven), nato dall'esigenza di stoccare in un'unica struttura e distribuire farmaci e dispositivi medici di 7 aziende sanitarie per 4 province, ovvero Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza. Venticinque gli ospedali serviti. Il vantaggio è intuibile. Invece di avere un magazzino per singolo ospedale, ne è stato creato uno unico per tutti che, che li rifornisce costantemente risparmiando sia nei costi di approvvigionamento che in quelli di gestione. Il processo di unificazione è stato avviato nel 2013 con le aziende di Reggio, è proseguito ad ottobre dello stesso anno con le aziende Ausl di Modena, a dicembre con quelle Ospedaliere di Modena e si è concluso tra marzo e ottobre di quest’anno con aziende e ospedali di Piacenza e Parma. In tutto circa 2,5 milioni di utenti.
Ma cosa è cambiato?
«Per gli utenti e i pazienti modenesi praticamente nulla, loro non si sono accorti e non si accorgeranno di nulla - esordisce la dottoressa Nilla Viani direttore del dipartimento farmaceutico interaziendale dell’Ausl di Modena - per le strutture sanitarie è cambiato e sta cambiando molto. Si tratta di una riorganizzazione complessiva delle attività che coinvolge molte strutture e servizi sia all’interno dell’Azienda che a livello di area vasta, con particolare riferimento alle Farmacie ospedaliere e ai servizi provveditorato per tutta l’attività di selezione, acquisto e gestione dei beni sanitari».
Possiamo dire che prima ancora che sul fronte della politica la cosiddetta “area vasta”, è nata sul fronte della salute?
«Diciamo di sì e i primi risultati emergono anche in termini economici. Con il “magazzino-farmacia” unico abbiamo registrato una drastica riduzione delle scorte. Per l’azienda Ausl di Modena si parla di un calo di 5 milioni 700 mila euro dall’ottobre 2013 al 2014. E di questi tempi avere del capitale “ libero” per altri tipi di spese è indubbiamente importante».
Differenze tra i due metodi.
«Fino ad ottobre dello scorso anno nell’Ausl di Modena vi erano 5 magazzini farmaceutici, uno per ciascuna struttura ospedaliera (Pavullo, Vignola, Sassuolo, Carpi, Mirandola) mentre per Policlinico e Baggiovara hanno da subito utilizzato la struttura di Reggio; ogni magazzino provvedeva autonomamente alla fornitura di beni sanitari ai reparti tramite l’invio di ordinativi alle ditte produttrici e lo svolgimento di tutta l’attività di logistica conseguente (ricezione, controllo, stoccaggio, consegna etc). Molti prodotti per ragioni di spazio non erano tenuti a scorta ma venivano richiesti alla ditta come merce in transito, il che richiedeva tempi più lunghi di consegna e quantitativi minimi di acquisto. Quanto all’approvvigionamento per gli acquisti di medicinali, al di là di quelle già centralizzate, venivano aperte gare dalle singole aziende che, a seconda delle dimensioni della stessa, potevano avere esiti - in termini di costi - diversi da azienda ad azienda».
L’AREA VASTA
QUI È GIÀ REALTÀ
E adesso invece, come funziona la “maxi-farmacia”?
«Tanto per iniziare - spiega la dottoressa Viani - sono stati eliminati i 5 magazzini farmaceutici. E il deposito unico per tutti resta quello di area vasta a Reggo Emilia. Nelle Farmacie ospedaliere il farmacista resta il riferimento e il punto di raccordo dei reparti col magazzino: riceve le richieste di beni sanitari dai reparti, procede alle operazioni di controllo, validazione e inoltro delle stesse al Magazzino centralizzato. Qui il materiale viene preparato e disposto in appositi contenitori. Il magazzino centralizzato rifornisce anche tutti i farmaci necessari per i Punti di Distribuzione diretta ai pazienti. Molti più prodotti possono essere tenuti a scorta, in pronta disponibilità per gli ospedali , riducendo di molto la percentuale di ordini in transito. Quanto al trasporto c’è un apposito servizio».
Se viene a mancare un farmaco si deve attendere il fattorino che corre a Reggio e torna indietro?
«No perché presso le Farmacie ospedaliere sono stati riorganizzati dei depositi “di emergenza” per possibili casistiche di urgenze e/o mancanze dei reparti. Poi l’intera riserva a disposizione dei vari ospedali e reparti è costantemente monitorata, via rete. La consegna avviene a giorni prestabiliti, uno o più a settimana. E tutto deve funzionare come una perfetta catena di montaggio. Tenga presente che da Reggio viene gestito non solo l’approvvigionamento di tutti i farmaci (anche esteri), ma anche le soluzioni infusionali, tutti i dispositivi medici sterili e monouso, materiale di medicazione, disinfettanti, dietetici, guanti e protezioni»
Sul fronte degli acquisti cosa cambia?
«È stato istituito un Unico Dipartimento Interaziendale Acquisti di Area Vasta che coordina l’attività dei singoli provveditorati nell’espletamento di gare centralizzate. E’ l’Azienda Ausl di Reggio Emilia che stipula contratti unici con le Ditte fornitrici, sulla base degli esiti di gare centralizzate (sia regionali che di area vasta). Ovviamente il tutto in raccordo come le varie aziende».
QUALCHE INTOPPO
PER IL RODAGGIO
Funziona tutto bene?
«Il processo di logistica centralizzata è un processo molto complesso che ha comportato molti cambiamenti di tipo tecnico e organizzativo. Il cambiamento forse più rilevante che ha richiesto e che continua a richiedere impegno è un cambiamento culturale, spesso più difficile: il concetto di lavorare in modo integrato, di mettere a disposizione risorse e competenze da utilizzare non solo per la propria Azienda ma per progetti comuni a più Aziende, di ripensare ruoli e funzioni, di confrontare impostazioni e abitudini diverse, di favorire percorsi di coordinamento. Poi come tutte le cose nuove serve un periodo di rodaggio. Tenga presente che solo da un paio di mesi sono entrate Parma e Piacenza»
I vantaggi quali sono?
«Intanto l’integrazione di tutti i processi connessi con la logistica, condivisione di procedure tra le Aziende e i percorsi strutturati a garanzia degli aspetti di qualità e sicurezza, con particolare riferimento alla tracciabilità dei prodotti, alla gestione per lotto, alle funzioni di controllo, alle modalità di stoccaggio e consegna. Poi le attività di Farmacovigilanza e dispositivo vigilanza. adozione di soluzioni tecniche innovative (automazione, informatizzazione) che come singole Aziende non sarebbe stato possibile realizzare. La progressiva adozione di criteri condivisi (standardizzazione) per la scelta dei prodotti da gestire in modo centralizzato, superando differenze non motivate e/o connesse ad abitudini locali. E ultimo ma certo non ultimo: i contratti unici con i fornitori gare centralizzate. E poi come le dicevo la drastica riduzione delle scorte dei magazzini, per l’Azienda, con una riduzione del valore delle scorte dei magazzini farmaceutici di circa 5milioni 700mila euro da ottobre 2013 a ottobre 2014. Sul fronte costi del personale, infine, la rimodulazione legata a logistica e facchinaggio».
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