«Nonostante gli accordi Onu ignoriamo il reato di tortura»
«L'introduzione nel nostro paese del reato di tortura è una questione non solo di giustizia ma di una scelta culturale fondamentale». Questa la motivazione ufficiale di Anna Lisa Lamazzi, presidente...
«L'introduzione nel nostro paese del reato di tortura è una questione non solo di giustizia ma di una scelta culturale fondamentale». Questa la motivazione ufficiale di Anna Lisa Lamazzi, presidente provinciale dell’Arci, per spiegare le ragioni dell’adesione alla giornata per i diritti umani che si tiene oggi in tutto il mondo.
«Torniamo a chiedere - spiega - alle forze politiche e al Parlamento di fare un passo di civiltà giuridica e di giustizia ribadendo, attraverso una legge, il principio secondo cui nessuno, in uno stato democratico, debba sentirsi al di sopra della legge». L'associazione nazionale insieme ad Amnesty International, Antigone, Cittadinanzattiva e Cild, si sta mobilitando per un'iniziativa davanti al Parlamento.
«Sono passati 25 anni dalla firma della Convenzione Onu e il Italia il reato di tortura continua a essere un miraggio a dispetto di quanto dice la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani - conclude Lamazzi - Sono ormai tanti i casi in cui una legge avrebbe potuto fare la differenza, come per la violenza del G8 o nella drammatica vicenda di Stefano Cucchi».
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