Smeraldi: «No a Hera Portiamo le barricate nell’aula dell’Unione»
Vignola. L’attuale sindaco, minoranza nel consiglio dell’Ente promette battaglia: «Fermiamo lo strapotere della Spa»
VIGNOLA. Si annuncia un consiglio dell’Unione dei Comuni molto movimentato domani alle 18,30 alla rinnovata sala del municipio di Vignola. La minoranza del gruppo “Cittadini insieme nell’Unione”, che vede nelle sue fila il sindaco del Comune capofila, ovvero il primo cittadino di Vignola Mauro Smeraldi, promette di dare battaglia sul punto «Contratto di sindacato di voto e di disciplina dei trasferimenti azionari fra i soci pubblici di Hera Spa». Smeraldi promette di votare contro Hera e, dice, «proveremo a convincere anche qualcuno del Pd». «Alla fine Hera continuerà a gestire i servizi – spiega lo stesso sindaco di Vignola – anche perché la quota dell’Unione dei Comuni Terre di Castelli nella Hsst (la holding nella quale gli enti locali modenesi, quindi Vignola e gli altri Comuni dell’Unione compresi, hanno conferito le loro azioni di Hera) è del 5,74%. Tuttavia, vogliamo dare un segnale forte a Hera, di non omologazione, come ha già fatto il Comune di Forlì. I motivi sono diversi: gli italiani, in un apposito referendum, si sono già espressi per rendere pubblici i servizi locali. Contestiamo inoltre la chiarezza delle bollette, gli aumenti tariffari non controllati e la distribuzione dei dividendi ai Comuni soci ricorrendo all’indebitamento. Siamo ben coscienti – ribadisce Smeraldi – che il voto di domani non conterà ai fini pratici, perché il peso dell’Unione nei confronti di Hera è praticamente pari a zero, visto anche lo strapotere del Comune di Modena. Sarà comunque un voto simbolico, di principio, che intende dare a Hera un segnale di discontinuità e di non omologazione rispetto alla politica attuata fino ad ora. Peraltro, anche il Comune di Forlì continua ad essere gestito da Hera, ma per noi è importante il segnale che è arrivato da questo Comune». Il segnale di discontinuità che Smeraldi vuole lanciare è per sensibilizzare sul problema delle “mani legate” che potrebbero avere molti Comuni nei confronti di Hera. «Quello all’ordine del giorno domani – spiega il presidente dell'Unione Smeraldi - è un patto di sindacato che obbliga di fatto i Comuni a votare nello stesso modo le delibere principali su Hera spa e a non vendere le azioni senza il consenso degli altri comuni aderenti al patto». Il punto su Hera sarà il secondo dei tre all'ordine del giorno. Chiuderà il consiglio il punto dal titolo: “Modifica della convenzione fra il Comune di Cesena, Anci, Unione dei comuni della Bassa Romagna e altri, per la costituzione dell’ufficio associato interprovinciale per la prevenzione e la risoluzione delle patologie del rapporto di lavoro del personale dipendente”. (m.ped.)
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