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Una Consulta per favorire l’integrazione in città

Una Consulta per favorire l’integrazione in città

Il presidente Cissè: «Vogliamo favorire il dialogo di chi ha scelto il distretto e dare vita ad un’associazione di volontariato al servizio della comunità»

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Una Consulta che ha un solo obiettivo: favorire l’integrazione degli immigrati che hanno scelto di vivere nel distretto carpigiano e il dialogo con i carpigiani. Sono queste le priorità della Consulta per l'integrazione dei cittadini stranieri dell'Unione Terre d'Argine che ha ripreso la sua attività nell'estate del 2013 ma solo da poco ha ritrovato una sede ufficiale in via Trento Trieste, nei locali del servizio ex Nemo. Presidente della Consulta, che raggruppa trenta associazioni straniere di Carpi, Novi, Campogalliano e Soliera, è Ousmane Cissè. Mediatore culturale, oltre che perito elettrotecnico, Cissè a sua volta fa parte dell'associazione di volontariato Dounya. A seguito della discussione in Consiglio dell'Unione Terre d'Argine, Cissè ha voluto chiarire le attività in programma nell'imminente futuro. «L'organismo cui faccio capo - spiega Cissè - vuole essere un ponte di mediazione tra cittadini stranieri e autoctoni, tra le associazioni straniere e le amministrazioni, con lo scopo di capire quali siano i bisogni degli immigrati e fornire suggerimenti in merito, attraverso la presentazione annuale al Consiglio dell'Unione di un progetto realizzato facendo il punto sulle attività svolte e su eventuali proposte. La Consulta - continua il presidente - soffre di alcune limitazioni quali, ad esempio, il non avere potere decisionale ma essendo solo in grado di suggerire a chi di competenza: per questo desideriamo inserire nel nostro statuto elementi che consentano di prendere decisioni maggiori. In futuro, inoltre, tra le proposte mosse al Consiglio dell'Unione vi sono diversi punti fondamentali: la revisione del Regolamento della Consulta al fine sia di consentire la partecipazione di rappresentanti stranieri non necessariamente iscritti ad associazioni legalmente riconosciute sia per considerare la durata del mandato di presidente ed esecutivo come corrispondenti a quella della giunta dell'Unione (5 anni) con possibilità di verifica a metà mandato (2 anni e mezzo); la realizzazione di un corso sulle buone prassi di comunicazione e ascolto, rivolto agli operatori dei servizi pubblici, affinchè possano meglio gestire le situazioni in cui più si fanno evidenti i differenti orizzonti culturali di stranieri e autoctoni; l'istituzione di un bando per l'offerta di attività sportive rivolte ai giovani stranieri con problemi relazionali ed economici; la proposta di un'azione di volontariato da parte dei cittadini stranieri che parlano bene italiano in coordinamento con la Consulta; infine lo sviluppo di attività mirate all'inclusione sociale e allo scambio interculturale, in particolare rivolte a giovani e a donne». Spunti importanti che si aggiungono a quelli oggetto di un costruttivo incontro svoltosi con Polizia e Anagrafe allo scopo di capire a 360 gradi quali sono i problemi da affrontare per incentivare l'integrazione e una serena convivenza tra autoctoni ed etnie.

Valeria Cammarota

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