«Beccaria e Del Monte sindaci innovatori»
Domani un convegno che ripercorrerà i tratti salienti della loro azione politica e amministrativa
Due sindaci che hanno lasciato il segno nella città. Sono Mario Del Monte, sindaco di Modena dal 1980 al 1987; Pier Camillo Beccaria che lo è stato dal ‘92 al ‘94. A vent’anni dalla loro morte, avvenuta nel 1994, il Comune organizza una iniziativa pubblica di riflessioni su Modena, intitolata “Due sindaci di fronte alla politica e alla società che cambiano”. L’appuntamento, in programma domani alle 16.30 all’Auditorium Beccaria presso la sede di Hera in via Razzaboni, sarà presieduto da Francesca Maletti, presidente del Consiglio comunale, e introdotto dal sindaco Muzzarelli.
«Entrambi - sottolinea il sindaco di oggi Gian Carlo Muzzarelli - hanno rappresentato un esempio concreto di buona politica per l’innovazione».
La prima relazione in programma, intitolata “Modena nell’ultimo quarto del XX secolo. E oltre”, sarà svolta da Stefano Magagnoli dell’Università di Parma. A seguire, Roberto Franchini, giornalista e scrittore, parlerà di “Mario Del Monte fra istituzioni, partito e società civile”. “Pier Camillo Beccaria e il progetto della città” sarà invece il tema della relazione di Sergio Gimelli, giornalista. Seguiranno gli interventi di padre Giuliano Stenico, presidente del Ceis, e di Felicia Bottino, urbanista, prima delle conclusioni affidate al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.
Nato a Modena nel 1941, consigliere comunale del Pci dal ’65, Mario Del Monte fu eletto sindaco nel 1980, quindi rieletto nel 1985. Da sindaco affrontò cambiamenti profondi che mettevano in discussione i vecchi modelli dei servizi, mentre nuovi problemi trovavano nuove risposte anche dalla società civile organizzata e dal volontariato.
Pier Camillo Beccaria, nato nel 1945 a Vignale (Alessandria), si trasferì a Modena nel ‘72 dove partecipò alla stesura del Piano regolatore del ‘75. Fu eletto sindaco, il 3 febbraio 1992. Il 13 dicembre di quell’anno, con una lettera al Consiglio e alla città, Beccaria rese pubblica la sua malattia, per la quale morì il 28 settembre 1994, annunciando che avrebbe comunque “come tanti altri”, continuato il suo lavoro. Tra i temi che affrontò nel suo mandato e seppe anticipare ci furono la riforma della Pubblica amministrazione, la lotta alla burocrazia, la questione morale e la necessità, in tempi di crisi, di rinsaldare i legami della comunità.
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