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Giovani violenti alle Ruini: nasce comitato di genitori

Giovani violenti alle Ruini: nasce comitato di genitori

Incontro pacificatore dopo l’ultimo pestaggio avvenuto all’esterno della scuola Le famiglie restano in allerta e chiedono provvedimenti con l’aiuto degli avvocati

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La buona notizia è che ieri si sono incontrati e riconciliati i protagonisti del pestaggio dell’altro giorno all’esterno delle scuole Ruini e le loro famiglie. Aggressore e aggredito, che sono venuti a contatto, pare, per episodi di scherno mal sopportati da chi ha vibrato il pugno, sono stati messi uno di fronte all’altro, si sono chiariti e scusati e lo stesso è accaduto per i genitori. Ma se l’ultimo episodio violento è stato ricomposto, l’escalation resta ed è confermata dalla riunione che l’altra sera si è tenuta fra genitori. È nato una sorta di gruppo spontaneo, che ha già coinvolto sia il Comitato genitori che il Consiglio di istituto delle Ruini. Una trentina di persone in cui, a parte alcuni rappresentanti, almeno venti erano genitori di ragazzi coinvolti in risse o pestaggi. La serata ha fatto emergere alcuni degli episodi noti e ne ha aggiunti altri meno conosciuti, accaduti anche all’interno della scuola. Scontri fisici ma anche vandalismo (che ha danneggiato soprattutto i bagni), un falso allarme anti-incendio e altro.

In questo quadro, non convince il comitato la risposta fornita finora dalla scuola, che non si è fatta carico di tutto ciò che è avvenuto all’esterno, ma anche per le situazioni interne ha reagito con la “circolare anti-bagni”. Sono state infatti bloccate le uscite dalla classe per utilizzare i servizi igienici, se non in una piccola finestra temporale. L’obiettivo della circolare era sia di impedire il reiterato danneggiamento dei servizi e di evitare il contatto fra ragazzi proprio in queste zone della scuola che sfuggono al controllo e sono state già teatro di diversi episodi di bullismo.

«Non riteniamo adeguata questa risposta - spiegano i genitori del comitato - e ci attiveremo per chiedere alle istituzioni scolastiche e cittadine di intervenire in modo diverso e più deciso».

Nel gruppo di genitori sono inseriti anche diversi avvocati, che stanno offrendo il loro aiuto per la realizzazione di un documento completo ed efficace, nel quale si chiederà all’amministrazione scolastica di farsi promotrice di interventi sia sanzionatori che educativi nei confronti dei violenti; si chiederà all’assessore alla Pubblica istruzione di farsi parte del problema e anche di dare seguito alle promesse di revisioni degli stradari, che potrebbero cambiare parte dell’utenza della scuola; si chiederà di intervenire anche all’assessorato alla Sicurezza, poiché molti degli eventi si svolgono fuori dalla scuola, anche se a pochi metri dall’edificio.

«Ci troviamo - spiegano i genitori - da un lato di fronte a un gruppo di ragazzi a rischio di possibili devianze peggiori se non verranno affrontati adeguatamente in questa fase; dall’altro vediamo un diffondersi del fenomeno. Poiché non c’è contrasto diventa abitudine e soluzione condivisa quella del pugno, del calcio, dello spintone per affermare la propria ragione. Ma poiché gli strumenti esistono, come la rieducazione connessa ai provvedimenti di sospensione, e altri se ne possono aggiungere, intendiamo coinvolgere tutti alla ricerca di soluzioni più decise e definitive».

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