«La Regione rifinanzi le attività della montagna»
Allarme Lapam di fronte al rischio di un crollo delle presenze turistiche invernali Intanto, sul Cimone cannoni per l’innevamento in azione ma il meteo non aiuta
SESTOLA. Tutta la potenza di fuoco di cui è in possesso il Consorzio del Cimone si è scaricata ieri mattina sulle piste principali del comprensorio. Le temperature sottozero registrate in quota, hanno consentito di attivare i cosiddetti cannoni e di iniziare la produzione di neve artificiale. Verso le 13 però, le temperature hanno superato lo zero e gli operatori hanno interrotto le attività aspettando una ripresa durante la notte. «Facciamo più di quello che è nelle nostre possibilità - ha detto il direttore del Consorzio Luigi Quattrini - Cerchiamo di sfruttare ogni momento opportuno per produrre neve, poi vedremo quel che succede. Ad oggi non mi sento di promettere nulla agli sportivi riguardo all'apertura degli impianti, però se le condizioni lo permettessero o arrivasse una nevicata, nel giro di poche ore saremmo in grado di aprire almeno il 20% dei percorsi». Le previsioni meteo giocano però contro a Quattrini e agli operatori turistici. Anche per oggi molto probabilmente i cannoni riprenderanno a produrre neve, poi da domani è previsto l'arrivo di una perturbazione che alzerà le temperature e porterà pioggia anche a quote alte. Insomma una disdetta, sia perché i costi di acqua ed energia elettrica sono molto elevati e impattano sul bilancio in modo pesante, sia perchè si avvicina il periodo delle feste di Natale, momento clou dell'inverno in termini di presenze sulle piste e negli alberghi. E proprio gli esercenti lamentano scarse prenotazioni o richieste di due tre giorni al massimo per Capodanno. Per rilanciare il settore in un momento così difficile e critico è intervenuta la Lapam del Frignano, che chiede alla Regione maggiori investimenti nel comparto. «Occorre sostenere in modo concreto le imprese, ad esempio attraverso il rifinanziamento della Legge regionale n.40 per poter rilanciare gli investimenti, che vadano al di là dei finanziamenti comunitari - ha spiegato il presidente Lapam della zona del Frignano Andrea Bergamini - Viviamo in un contesto di criticità crescente e solo attraverso linee di finanziamento a fondo perduto le imprese ricettive e commerciali potranno fare quegli investimenti necessari a restare sul mercato . Chiediamo alle amministrazioni locali un confronto per fare pressioni in modo sinergico su chi può decidere di sostenere la zona. Mi riferisco in particolare e in prima battuta proprio alla Regione. I problemi non mancano, ma non deve mancare nemmeno la voglia di riprendersi e di rilanciare».Il dirigente Lapam, poi, pone una questione molto importante che riguarda le strutture turistiche: «È necessario arrivare rapidamente alla revisione complessiva del Catasto, è noto infatti che gli immobili ricettivi pagano tasse troppo elevate, perché il valore catastale degli immobili è di gran lunga superiore al valore commerciale degli stessi».
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