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Macerie, chiesto il processo per sei ditte

Macerie, chiesto il processo per sei ditte

Cade l’accusa che coinvolge anche Emiliana Scavi di gestione illecita ma la Procura insiste sul divieto di subappalto

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MIRANDOLA. L’inchiesta era nata dopo una certosina analisi della Forestale: gli investigatori avevano analizzato le targhe dei camion che entravano nelle quattro discariche individuate da Aimag per smaltire le macerie del terremoto, visionato il numeri di accessi e i quantitativi depositati, controllato i documenti e gli incartamenti arrivando infine ad ipotizzare l’accusa di “trasporto illecito”. Di fatto si contestava anche ad Emiliana Scavi, l’impresa della famiglia Zaccarelli e vincitrice del bando indetto da Aimag grazie ad un’offerta assai vantaggiosa, di aver utilizzato autotrasportatori non in regola con la normativa.

La stessa impresa ha però depositato una memoria piuttosto corposa in cui evidenzia come, su indicazione del commissario straordinario, il trasporto delle macerie durante l’emergenza terremoto non prevedesse particolari vincoli burocratici (i formulari), ma per l’azienda incaricata del servizio sarebbe bastato comunicare ad Aimag le targhe dei mezzi impegnati nel trasporto. E stando così le cose anche la procura ha convenuto nella necessità di derubricare l’accusa iniziale - quella di trasporto illecito - contestando invece la pratica di subappalto, in questo caso vietata e a lungo contestata anche dalle organizzazioni sindacali.

C’è così la richiesta di rinvio a giudizio per sei persone che dovranno difendersi dall’accusa di aver affidato lo spostamento delle macerie in modo irregolare. Ma su questo fronte sarà battaglia. Mentre il pubblico ministero, come del resto riporta l’analisi della Forestale, evidenzia l’affidamento dei lavori a ditte che non sono la Emiliana Scavi, l’impresa mirandolese invece si difende sostenendo che non si tratti di subappalto, ma semplicemente di affitto dei mezzi.

«Tra l’altro - spiega l’avvocato Andrea Mattioli - sono stati affittati camion di imprese che da anni collaborano con Emiliana Scavi, non certo di sconosciuti. Era necessario provvedere al trasporto ed è stato fatto, tutto in assoluta buona fede. Possiamo inoltre aggiungere che anche Aimag era informata dei mezzi messi a disposizione. Si informava la multiutility su quale camion avrebbe recuperato le macerie del sisma da loro indicate, dirigendosi poi verso la discarica individuata non da Emiliana Scavi e neppure dal conducente bensì proprio da Aimag».

Fatto sta che la contestazione della Forestale riguarda circa 200mila tonnellate di abitazioni demolite o crollate nei primi giorni del sisma mentre sono quattro le discariche attenzionate: Mirandola, Medolla, Fossoli e Modena, cioè quelle che Aimag aveva individuato per stoccare i rifiuti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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