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PIANO RIFIUTI

Modena, si allarga il “porta a porta” Arriva anche nelle aziende

Gabriele Farina
Modena, si allarga il “porta a porta” Arriva anche nelle aziende

Il Comune lancia il suo piano rifiuti in 7 tappe da realizzare però entro il 2020 Incognita Tari, l’assessore frena: «Vorremmo ridurla, ma non dipende da noi»

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Sette azioni per migliorare la raccolta differenziata a Modena. Sono i punti del piano pluriennale "Ambiente Modena 2019" presentati ieri dall'assessore competente, Giulio Guerzoni. Restano da definire il budget e i tempi dei singoli interventi. Tuttavia, per i prossimi anni sono stati indicati due traguardi da raggiungere. La prima data è il 2020, quando Modena dovrà raggiungere il 70% di differenziata (lo scorso anno s'attestava al 58,3%), riducendo di 3.600 tonnellate all'anno i rifiuti indifferenziati raccolti. La seconda, intermedia, al 2017, quando ci saranno le gare d'appalto per la gestione del servizio, attualmente in mano a Hera.

PIÙ CENTRI DI RACCOLTA La prima azione prevede la riorganizzazione selettiva dei rifiuti in centro storico ed è stata già iniziata il 17 novembre. Tra gli obiettivi, il conferimento limitato per i contenitori d'indifferenziato, l'eliminazione delle feritoie di quelli per la differenziata; ancora, l'aggiunta di un bidoncino per l'organico di qualità e l'accorpamento dei contenitori stradali in 155 punti di raccolta completi. Conferimento limitato per l'indifferenziato, trasformazione dei contenitori della differenziata e punti di raccolta completi sono anche previsti per la raccolta selettiva nel quartiere 3 (Buon Pastore S.Agnese e S. Damaso). È la quarta azione in programma, che riguarderà circa quarantamila abitanti (contro i tredicimila della prima). Come seconda azione è stato indicato l'ampliamento dei servizi di porta a porta sperimentati in via Carteria. Gli utenti interessati sono undicimila. Saranno eliminati i servizi a bidoni negli androni e potenziati i servizi perimetrali con "effetto vetrina".

PORTA A PORTA PER AZIENDE La terza azione prevede la raccolta porta a porta nelle cinque zone artigianali e industriali. A Modena Est e nelle aree di Torrazzi, Nazioni, Bruciata ed Emilio Po verranno altresì eliminati i cassonetti tradizionali. La misura sarà adottata dopo la sperimentazione in una delle cinque zone, ancora in fase di definizione, dopo analisi e verifiche di tipo qualitativo e quantitativo. Sviluppare centri di raccolta differenziata rappresentano la quinta azione. C'è un'ipotesi di realizzarne uno nella zona del Grandemilia, dando nuova linfa a quello di via Divisione Acqui. L'azione seguente riguarda il miglioramento della pulizia nelle strade, con spazzatrici elettriche in centro e l'introduzione di mezzi già provati in altre città. L'ultima azione è relativa all'ambito smart. C'è la previsione di migliorare l'app "il Rifiutologo", proponendo nuovi sistemi di raccolta e soluzioni informatiche. In programma anche strumenti per migliorare segnalazioni di degrado e punire di conseguenza episodi di malcostume.

"RIVEDERE LA TARI? MAGARI" L'assessore Guerzoni ha auspicato il superamento della Tari, l'imposta sui rifiuti. «Il nostro intento è che torni a essere una tariffa - ha spiegato Guerzoni - e non più una tassa. Deve essere trasparente, equa e premiante, ma purtroppo non dipende immediatamente da noi. Sappiamo che ha gravato e faremo in modo di ridurla, anche se ancora è presto per promettere qualcosa». Tecnici del Comune hanno stimato che quasi un modenese su cinque non è stato in grado di pagarla immediatamente. «Avevamo stabilito un fondo di un milione e settecentomila euro per il mancato pagamento - ha ricordato l'assessore all'Ambiente - speriamo per il prossimo anno di prevedere una cifra minore. Sappiamo già che dovrebbe rimanere in capo ai Comuni anche per il 2015. Potevamo attendere il 2017, invece abbiamo scelto di non stare fermi per raggiungere gli obiettivi». Gabriele Farina

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