Gazzetta di Modena

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Sovraffollamento alle Levi: la proposta dei container divide

di Enrico Vincenzi
Sovraffollamento alle Levi: la proposta dei container divide

Vignola. I genitori: «Ci vogliono strutture adeguate» «Servono programmazione e investimenti nella scuola»

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VIGNOLA. Crea divisione la proposta di utilizzare container come aule per ovviare al problema del sovraffollamento all'istituto superiore Primo Levi. Se, da un lato, c'è chi sottolinea l'importanza di poter dare un'adeguata offerta formativa ai ragazzi, dall'altro c'è chi esprime parere negativo, vedendo l'adozione di container come un esempio di poca organizzazione nelle politiche scolastiche. Ciò che, invece, crea unità è la consapevolezza del problema del sovraffollamento. Secondo Daniele Borghi, professore, «il problema del sovraffollamento c'è in molte scuole, anche nella nostra». L'Istituto Primo Levi ha già cercato di superare questo problema in passato, spostando alcune classi nell'adiacente Istituto Paradisi. Situazione, questa, non ben vista da alcuni genitori di alunni del Levi. «Al Paradisi non hanno le aule di laboratorio adatte - dice Patrizia Uguzzoni - gli alunni non possono avere lo stesso tipo di apprendimento che avrebbero in sede». La sensazione è che problemi come questi, con l'utilizzo dei container, abbiano forti probabilità di ripresentarsi: «Non si mettono i ragazzi nei container, ci vogliono strutture adeguate», dice una madre. «Non sarà una situazione comoda», secondo il professore Roberto Sola. Per Albano Uguzzoni, marito di Patrizia, «è un problema di disorganizzazione». «Le politiche sull'edilizia scolastica non si possono ragionare sul correre ai ripari - dice una professoressa - ci vuole lungimiranza». Parole che troverebbero conferma in quanto dichiarato dal sindaco Smeraldi durante una serata di confronto con i cittadini, in cui afferma che «probabilmente in passato non è stata fatta una politica scolastica molto oculata e oggi ci troviamo a questo punto». Non tutti, però, storcono il naso all'idea di utilizzare temporaneamente dei container per affrontare il sovraffollamento dell'Istituto Levi: «Mi sembra giusto, perché adesso stiamo ruotando tutte le classi ed è una cosa allucinante», afferma una madre. Una professoressa dice che «sia necessario, perché siamo in troppi. In questo momento non è possibile allargare la struttura. I problemi di logistica è chiaro che ci saranno, ma ci sono anche adesso, nel momento in cui le classi si devono spostare anche solo da un piano all'altro. Si pensi poi a scuole che hanno più di una succursale, come il Tassoni a Modena». «Immagino sia una situazione temporanea. L'offerta formativa va data - dichiara un altro professore - è il nostro obbligo. Una volta che vengono rispettate le norme di sicurezza, noi facciamo il nostro lavoro». «Se non c'è altro sistema, qualcuno si sacrificherà», dice il professor Sola.

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