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IL RACCONTO

Via Gallucci: «Così sono riuscita a sfuggire al bandito che mi picchiava»

Via Gallucci: «Così sono riuscita a sfuggire al bandito che mi picchiava»

Lo stratagemma di Ottavia Ferrari: «Gli ho detto che tenevo la cassaforte in un garage, siamo usciti e ho chiesto aiuto» Sondaggio: 10 domande sulla sicurezza

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Non è da tutti avere la prontezza di inventare sul momento uno stratagemma per salvarsi mentre un bandito ti picchia selvaggiamente con un’asta. Racconta Ottavia Ferrari, la titolare della Merceria Maria di via Gallucci rapinata martedì sera: «È stato un momento. Ero già a terra sanguinante e quel ragazzo mi teneva per il collo quando gli ho detto: “Vuoi i soldi? Allora aspetta, devo prendere quella chiave. E gli ho indicato una chiave. Lui ha mollato la presa. Gli ho detto. “Con questa chiave si apre il garage che ho in Rua Pioppa. È lì che tengo la cassaforte. Andiamo insieme, ti apro la cassaforte e prendi i soldi”.

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“Io avevo la faccia coperta di sangue per i colpi che mi aveva dato. Eppure quando mi sono alzata mi ha dato lui stesso il suo berretto per coprirmi. Perché era così: diventava violento, poi si fermava e aveva questi gesti».

«Dopo che mi sono rialzata lui mi è venuto vicino - prosegue Ottavia - siamo usciti in strada. Quando ero sicura di non essere più in negozio, ho gridato chiedendo aiuto. E subito è uscito Cosimo, il titolare del bar “Il Cavatappi” che mi ha soccorso. Poi quel ragazzo è scappato».

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Ottavia Ferrari è in convalescenza a casa sua. Ripete di essere stanca. «Ho messo il negozio in vendita perché dopo 54 anni di lavoro è impossibile andare avanti. Ci ho lavorato troppo tempo. Mi potrò dedicare ai nipotini. E poi dopo quello che mi è successo... »

Riaprirà il negozio? «Spero di venderlo presto. Intanto ci tornerò, ma per poche ore al giorno in attesa di cederlo».

È stata medicata al pronto soccorso e ora si trova a casa in convalescenza con un grosso cerotto sulla parte posteriore del capo. Il bandito ha sferrato tre bastonate che hanno provocato la lesione. Ma Ottavia ha uno spirito forte e arriva persino ironizzare.

Nelle sue parole non manca compassione per il suo aggressore: «Spero che lo prendano, così magari capisce e cambia vita. Quello che più mi ha sorpreso era che ci parlavamo, anche quando mi aggrediva. Certo, non avrei mai immaginato che fosse un rapinatore. Sono sospettosa ma quel giovane mi sembrava un cliente vero. Era entrato tranquillo e nulla faceva pensare a quello che sarebbe successo... Io gli dicevo: “Perché lo fai? Non ti rendi conto che ti stai rovinando l’esistenza? Lui sembrava ascoltarmi, ma poi continuava a essere violento».

Il ricordo è ancora nitido: «Era giovane, molto bello, con lineamenti fini e carnagione scura. Parlava un buon italiano ma aveva un accento sudamericano. Tipo brasiliano. Ricordo che aveva labbra carnose Comunque questa mattina ho spiegato tutto alla polizia».

Intanto proseguono le indagini della Squadra mobile della Questura che sta anche analizzando le immagini della videosorveglianza delle forze dell’ordine che si trova proprio all’angolo opposto del palazzo della merceria. Ci sono anche le immagini di una telecamera del tabaccaio. Tra i negozianti resta alta la preoccupazione. (c.g.)

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