Fronte anti-Hera L’Unione spaccata La Amici vota col Pd
VIGNOLA. Alla fine il “sì” a Hera è passato. Il consiglio dell’Unione Terre di Castelli ha approvato, dopo una lunga discussione, il “contratto di sindacato di voto e di disciplina dei trasferimenti...
VIGNOLA. Alla fine il “sì” a Hera è passato. Il consiglio dell’Unione Terre di Castelli ha approvato, dopo una lunga discussione, il “contratto di sindacato di voto e di disciplina dei trasferimenti azionari tra i soci pubblici di Hera spa”. Ad assicurare un appoggio più o meno convinto è stata la maggioranza di centrosinistra, con l’eccezione dell’astensione di Antonia Zagnoni, mentre a esprimere un “no” più o meno convinto (da entrambe le parti esistono infatti anche profonde sfumature) è stata la minoranza del gruppo consigliare “Cittadini insieme nell’Unione”, con l’eccezione del sindaco di Guiglia, Monica Amici, che ha espresso voto favorevole.
Con questo voto, l’Unione si è impegnata formalmente a sottostare appunto a un “contratto di sindacato di voto”, ovvero a un accordo tra gli azionisti di Hera che ha la funzione di regolare l’esercizio della società. Tra i principali patti di sindacato vi è quello “di voto”, con i quali i sottoscrittori (e quindi anche l’Unione) si vincolano a votare in un determinato modo nell’assemblea degli azionisti. Ovviamente, non si è trattato di un voto a cuor leggero, dal momento che, sia da una parte sia dall’altra, le posizioni in bilico erano diverse. Per decidere il da farsi, sono stati sospesi temporaneamente anche i lavori del consiglio. Poi, dovendosi comunque arrivare a una votazione, c’è stato il sì della maggioranza di centrosinistra. E Marco Villa, capogruppo del “Centrosinistra per le Terre di Castelli”, non ha mancato di rilevare al momento della dichiarazione di voto le contraddizioni in seno al gruppo dei “civici”, con il sindaco di Savignano, Germano Caroli, che secondo quanto riferito da Villa sembrava orientato a votare a favore in sede di commissione pre-consigliare, poi in consiglio si è opposto. «Il patto di sindacato - ha aggiunto Villa - serve a rafforzare la parte pubblica di Hera. Questo ci convince, altri punti molto meno, però ricordiamolo: tutto ciò ha una durata di 6 mesi, è una norma transitoria, per vedere cosa cambierà nelle politiche governative». Dall’altra parte il presidente dell’Unione Smeraldi ha ammonito: «Questo voto riguarda non solo il patto di sindacato, ma anche i trasferimenti azionari tra soci». (m.ped.)
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