Gli autisti di Seta: «Offesi e sbeffeggiati da chi non paga»
Oggi sarà un giornata difficile per chi si serve del trasporto pubblico locale. Lo sciopero generale, infatti, causerà disagi soprattutto agli utilizzatori dei minibus e del servizio Seta extraurbano....
Oggi sarà un giornata difficile per chi si serve del trasporto pubblico locale. Lo sciopero generale, infatti, causerà disagi soprattutto agli utilizzatori dei minibus e del servizio Seta extraurbano. Le corse sono garantite da inizio servizio fino alle ore 8,30 e dalle ore 12 alle 16,30. Termine dello sciopero alle ore 20,30. Ovviamente non è certo che tutti gli autisti aderiranno all’agitazione, ma le premesse appaiono a favore dello sciopero indetto da Cgil e Uil. Si tratta di una rivendicazione che ha anche un carattere locale come ci spiega Angelo Salfa, conducente e sindacalista Uil. «C’è il problema del contratto nazionale - spiega l’autista - che è scaduto da sette anni, ma la protesta vuole sottolineare anche le difficili condizioni in cui ormai da anni siamo costretti a lavorare. Sto parlando delle difficoltà che incontriamo con coloro che pretendono di viaggiare senza pagare il biglietto».
Il racconto dell’autista svela un mondo fatto di parolacce, offese e anche sputi diretti proprio a chi dovrebbe garantire un equo trattamento a tutti gli utenti e cioè che viaggia solo chi paga il biglietto.
«Un tempo - spiega Angelo Salfa - il nostro era un buon lavoro, adesso la situazione è molto difficile. Per 1200 euro al mese, oltre a guidare in modo professionale, dobbiamo vedercela con certi individui che non solo non ci rispettano ma che addirittura ci offendono pesantemente quando li invitiamo a scendere in quanto senza biglietto. Molte volte gli extracomunitari fanno finta di non capire che viaggia solo chi paga e così quando glielo ricordi ti urlano in faccia parolacce. È chiaro che vi sono anche portoghesi italiani, ma questi ultimi, quando scoperti, scendono senza opporsi. Per fortuna Seta ha intensificato i controlli e qualche risultato si vede».
Rino Filippin
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