Non si scia, per gli hotel prenotazioni giù del 20%
Albergatori in allarme in Appennino per la mancanza di neve: «Affari a picco» «Costretti a reinventarci con proposte diversificate ma che fatica tirare avanti»
Alberghi e agenzie immobiliari appesi alla neve. Ma lei non arriva e le conseguenze sono inesorabili: ieri il Consorzio del Cimone ha confermato che l'apertura degli impianti salterà anche per questo weekend. «Avremmo fatto un tentativo se fosse stato sereno – ha spiegato il direttore Gianluigi Quattrini – ma si prevede maltempo, e soprattutto temperature in aumento. Ci dispiace, ma non ci sono le condizioni. Continueremo comunque l'innevamento di alcune piste, sperando che la situazione migliori presto». Tegola pesante per gli albergatori, che già avevano perso il ponte dell'Immacolata e vedono in bilico tutto il quadro delle prenotazioni natalizie, pur con qualche distinguo. A Fanano si può già fare una prima stima del calo: «Direi che siamo a un -20% rispetto all'anno scorso» spiega Matteo Baisi, titolare dell'Hotel Firenze. «La gente aspetta la nevicata o comunque l'apertura degli impianti. Dopo l'afflusso viene da sé, grazie all'offerta: qui con 300 euro si fanno 4 giorni a mezza pensione con cenone di Capodanno e centro benessere. Sulle Dolomiti si spende il doppio». «Le prenotazioni cominciano ad arrivare, ma c'è tanta gente che sta aspettando» confermano dall'Hotel Pineta. Stesso quadro sul fronte agenzia: «Per la settimana di Capodanno qualche richiesta c'è – osserva Lucia dell'Immobiliare Lardi – ma non è certo il turnover di qualche anno fa. Anche gli affitti sono calati: adesso andiamo dai 700 al 1200 euro, dipende dai posti letto». Anche a Sestola tutto è subordinato sempre al fattore neve, ma si cerca di essere ottimisti: «Io prevedo comunque il pienone qui per l'ultimo dell'anno – sottolinea Alessandro Bordini dell'immobiliare Studiouno – il problema casomai è convincere i proprietari degli appartamenti a cambiare l'offerta. La maggior parte punta ancora ad affittare la stagione, per in media 2.400 euro da novembre ad aprile, consumi esclusi. Ma quest'anno la gente chiede soprattutto soggiorni brevi, tipo una settimana: qui per Capodanno siamo sui 1.700 euro con i classici 6-7 posti letto e consumi compresi». «Quando a inizio settimana è arrivata la spruzzata di neve, non tenevamo più dietro alle telefonate: ne saranno arrivate 60 o 70 in una giornata, e una cinquantina di mail» fa presente Aurelio Marchioni, titolare dell'Hotel Corso, nonché presidente del Consorzio Albergatori del Cimone. «Chiaro che senza impianti il discorso cambia. Ma io non direi che la situazione è catastrofica: il problema è che per la maggior parte arrivano richieste che noi definiamo non interessanti: nessun albergo offre 2 giorni di soggiorno, per adesso. Si cerca almeno di arrivare a 4-5». «Non è che stia andando malissimo – conferma Gerardo Castellano, direttore dell'Hotel San Marco – è che bisogna anche sapere reinventarsi. Noi ad esempio ora puntiamo molto sulle famiglie e una vacanza a 360 gradi che non sia solo neve. Però è chiaro che il quadro meteo si fa pesante: la mancata apertura di questo weekend fa saltare anche la tradizionale offerta di inizio stagione “Acchiappa la neve”, pacchetto hotel-skipass-buoni pasto a cui partecipavamo tutti con risultati sempre molto buoni. Speriamo di avere dopo dal tempo quel che non ci concede adesso».
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