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Sostituire la farina: così si inventa una nuova cucina

Sostituire la farina: così si inventa una nuova cucina

La ristorazione e la vendita seguono regole molto rigide ma lo sviluppo commerciale è in costante crescita

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Veniamo al mercato della ristorazione celiaca: secondo i dati Nielsen, nell'anno terminato ad aprile 2013 sono transitati nel canale farmacia e Grande Distribuzione Organizzata 240 milioni di euro sui prodotti gluten free.

Un recente articolo del “Sole 24 Ore” afferma che l'azienda altoatesina Dr Schär, specializzata in alimenti senza glutine, controlla il 47 per cento del fatturato italiano di alimenti senza glutine.

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Buttarsi sul mercato celiaco sembra una scelta appetibile anche dal punto di vista imprenditoriale, anche considerato che il numero dei prodotti senza glutine contenuti nel Registro Nazionale degli Alimenti è passato da 281 a 1.736 tra il 2001 e il 2014. I punti di ristorazione celiaca, proporzionalmente, non abbondano. Colpa delle regole? Può darsi, visto che le normative europee si declinano in modo diverso da regione a regione.

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La ristorazione e la vendita di prodotti celiaci in Emilia Romagna si attiene alle regole dettate dalla determina regionale del 29 dicembre 2011, “Linee guida per il controllo ufficiale delle imprese alimentari che producono e/o somministrano alimenti non confezionati preparati con prodotti privi di glutine, destinati direttamente al consumatore finale”.

Dedicata a ogni esercizio pubblico o privato che voglia intraprendere la produzione e vendita di prodotti celiaci, dalle mense, ai convitti, ai bar, alle pizzerie, ai laboratori artigianali, la determina parla chiaro: dalla preparazione degli alimenti, al trasporto in appositi contenitori dotati di etichetta, alla conservazione dei prodotti, fino alla formazione del personale che comprende lezioni pratiche e teoriche, una durata minima dei corsi e un esame finale, la distribuzione alimentare gluten free è regolamentata per garantire la tutela della popolazione celiaca.

Gli esercizi commerciali interessati a vendere prodotti senza glutine a carico del Servizio sanitario regionale devono contattare il referente per il programma celiachia dell’Azienda Usl del territorio e stipulare gli accordi necessari.

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Eppure a Modena la lista di punti vendita di alimenti celiaci è notevole e comprende supermercati, parafarmacie e negozi specifici che negli ultimi si sono sviluppati non solo nei centri commerciali ma anche in alcuni negozi di vicinato e di quartiere: tutti rintracciabili sul nuovo sito di Aic Emilia Romagna, che mette a disposizione la lista di tutti gli esercizi convenzionati nelle varie località emiliano-romagnole, le normative e tutte le informazioni necessarie per esercenti e consumatori del mondo celiaco.

Quanto alla cucina celiaca, basta dare un'occhiata al web per scoprire siti di cucina, blog e raccolte di ricette dolci e salate assolutamente invitanti: in fondo, si tratta di sostituire alla farina di frumento altri tipi di farine. Una pratica adottata anche nella cucina tradizionale per variare sul tema del pane o della classica torta. (apdl)

 

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