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Università: Bufera a Medicina, Nichelli si dimette. I retroscena

di Carlo Gregori
Università: Bufera a Medicina, Nichelli si dimette. I retroscena

Università. Il preside della facoltà lascia l’incarico: «Si devono fare scelte etiche e di merito, altrimenti si va in difficoltà»

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Medicina nel caos. Il preside Paolo Nichelli si è dimesso mentre non è stato ancora approvato il Regolamento di facoltà previsto più di un anno fa dal nuovo ordinamento per far funzionare i dipartimenti. In vista di nuove elezioni interne, è più che probabile che si giunga ad un commissariamento della presidenza o alla nomina di un “facente funzione”.

Giovedì sera il professor Nichelli - primario di Neurologia a Baggiovara, professionista molto conosciuto e apprezzato - ha presentato al Rettorato la lettera in cui annuncia di lasciare la presidenza a solo un anno e mezzo dalla sua elezione. Le decisioni alla base di questo gesto, anche se riservate, vanno inquadrate nell'atmosfera pesante tra alcuni docenti di Medicina e il rettore Angelo Oreste Andrisano nonché in una serie di episodi avvenuti negli ultimi mesi che hanno acuito la tensione.

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«Avevo accettato l'incarico di preside perché ero convinto che si potesse fare qualcosa di buono e utile ma non è possibile. Mi sento solo di dire che l'Università deve fare scelte basate sull'etica e sul merito delle persone oppure andrà incontro a gravi difficoltà», commenta con amarezza Nichelli.

Le sue dimissioni si inseriscono in un vuoto normativo interno: manca il Regolamento di facoltà. Pare che Modena sia l'unica sede di Medicina e Chirurgia nel Nord Italia a non averlo ancora. Si tratta di una serie di norme che permettono il buon funzionamento dei dipartimenti che afferiscono alla facoltà, in base allo spirito dei cambiamenti introdotti dalla Riforma Gelmini. La sua approvazione è in alto mare e le dimissioni del preside allungheranno ulteriormente i tempi per terminare l'iter.

«Posso dire che una delle ragioni che mi hanno spinto a dimettermi - prosegue Nichelli - è stata proprio l'impossibilità di raggiungere una decisione comune sul regolamento. Manca una veduta comune tra Università e Servizio sanitario regionale».

A questo motivo di fondo si sommano le tensioni diffuse. Il primo episodio riguarda la nomina di un professore associato in base a criteri che molti docenti giudicano inappropriati considerando il curriculum del candidato: tra venti ricercatori, è in ultima posizione per l'indice di citazioni delle sue pubblicazioni. Una scelta difficile da accettare che ha generato malumore tra i docenti. Questa accusa sarebbe contenuta in una lettera scritta qualche giorno fa da uno dei più autorevoli primari del Policlinico e inviata a tutti i professori più alti in grado della facoltà di Medicina.

È seguito, poi, un pasticcio legato ai trasferimenti di studenti da altre sedi. Le domande arrivate erano una cinquantina, i posti disponibili 17. Non se ne è fatto niente per una serie di scelte che hanno aggrovigliato la situazione al punto che si è dovuto arrivare a indire un nuovo bando «per rispetto della Costituzione», come scritto nell'atto, per poter garantire agli studenti un trattamento equo.

Il terzo episodio riguarda invece l'ultima riunione di facoltà. Il motivo erano le critiche avanzate dal professor Fabbri (pneumologo) e dal professor Paolucci (pediatra), direttori di due dipartimenti assistenziali, nei confronti del rettore per aver espresso un parere su una modifica per due reparti senza confrontarsi con il preside o con gli interessati.

Del tutto inatteso, Andrisano si è presentato alla riunione che ha raggiunto momenti di alta tensione quando ha criticato Fabbri, che era assente, e Paolucci, presente, dicendo che il loro comportamento era stato scorretto e che mettevano in cattiva luce l'Università. Quando il professor Paolucci ha ottenuto la parola per replicare alle accuse, il rettore è uscito in fretta.

Una prova di forza che ha acuito il malumore spaccando ancor più gli schieramenti pro e contro Andrisano.

Nichelli non ha commentato l'accaduto. Qualche giorno dopo ha però presentato la lettera di dimissioni irrevocabili: «Per affrontare la crisi della facoltà di Medicina - ha scritto Nichelli - è necessario scegliere. Ci sono, sullo sfondo, le vicende della Cardiologia e dell’Oncologia che, al di là delle decisioni della magistratura, hanno segnato un elemento di forte rottura nell’immagine che il Policlinico e la Facoltà di Medicina hanno per la popolazione del nostro territorio. Bisognerebbe voltare pagina per dare il giusto valore all’impegno profuso nell’assistenza sanitaria dalla stragrande maggioranza dei docenti, dei ricercatori e dei dirigenti medico ospedalieri, che nulla hanno da spartire con i comportamenti oggetto delle indagini».

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