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codeluppi, sociologo dei consumi

«Chi non sente crisi ha l’alibi per spendere i suoi risparmi»

«Chi non sente crisi ha l’alibi per spendere i suoi risparmi»

Ma come? Stiamo vivendo un momento di crisi senza precedenti e centinaia di persone stanno ore in fila per contendersi televisori e oggetti di elettronica da centinaia di euro? Sono più o meno di...

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Ma come? Stiamo vivendo un momento di crisi senza precedenti e centinaia di persone stanno ore in fila per contendersi televisori e oggetti di elettronica da centinaia di euro? Sono più o meno di questo tono i commenti che, sui social network e nelle lettere giunte in redazione, hanno accompagnato la notizia della ressa di clienti all’inaugurazione del megastore “Euronics” in via Lamborghini.

I modenesi sono dunque impazziti? Ne abbiamo parlato con il professor Vanni Codeluppi, sociologo dei consumi, fino allo scorso anno con cattedra all’Università di Modena e Reggio e ora alla Iulm di Milano.

«No nessuno è impazzito - esordisce - In questi giorni abbiamo visto a Modena quello accaduto per l’inaugurazione di H&M di recente a Reggio sempre per Euronics, per l’Apple Store a Bologna eccetera».

Che cosa accade dunque? «Semplicemente quando ci sono negozi importanti con ampie superfici, brand alla moda o di successo, che arrivano in una realtà dove rappresentano una novità, scatta una serie di fattori che scatenano le persone».

C’è la voglia di essere protagonisti di quello che viene venduto come un evento esclusivo, ma anche e soprattutto quello di approfittare di offerte irrinunciabili che proposte attraverso abili strategie di marketing. Viene spontaneo chiedersi se tutto ciò non sia un controsenso visto che viviamo una crisi senza precedenti. E qui il professor Vanni Codeluppi invita a considerare che la crisi non è di tutti.

«Comprendo benissimo che il legame crisi-corsa all’acquisto faccia discutere - spiega Codeluppi - Dobbiamo però pensare che la crisi non colpisce tutti allo stesso modo. C'è una fascia di popolazione che soffre, e molto, ma per contro una fascia, che è maggioritaria, che magari ha i soldi in tasca e non li spende; perché ha paura del futuro. La crisi, quando arriva ha degli effetti concreti sul piano economico ovvero crea disoccupazione, povertà eccetera. Di riflesso in chi, per sua fortuna, ha un buon tenore di vita, crea un’atmosfera psicologica di timore che lo spinge a tenere il denaro, nell’eventualità di momenti difficili.

L’unica occasione che può spingere queste persone a prendere quel denaro sono situazioni come queste. La maxi-offerta con sottocosto diventa l’alibi per spendere. Perché per avere un oggetto che probabilmente si pensava comunque di acquistare si viene a risparmiare in modo notevole. Il tutto unito al fatto di poter dire di aver potuto usufruire di sconti irripetibili in un evento riservato a pochi, completano il quadro».

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