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Come si viveva tremila anni fa nelle Terramare

Come si viveva tremila anni fa nelle Terramare

Inaugura domani l’attesa mostra “Le urne dei forti”: tutti i segreti scoperti nelle necropoli dell’età del bronzo

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MODENA. Una mostra da non perdere per comprendere chi erano, come vivevano e soprattutto quali erano culto e riti dei morti dei nostri avi di 3mila anni fa, le popolazione che abitavano i villaggi delle Terramare.

Si tratta de “Le urne dei forti”, a cura di Andrea Cardarelli e Cristiana Zanasi che dopo l'inaugurazione di domani alle 17 prosegue fino al 7 giugno: lungo il percorso sono collocate decine di urne nelle quali nel corso degli scavi gli archeologi hanno trovato i resti cinerari di centinaia di individui. Insieme a questo nelle teche ci sono tutti gli oggetti, interi o a pezzi, ritrovati nelle zone delle Terramare e in particolare presso la gigantesca necropoli di Casinalbo.

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Dovendo citare un reperto è fondamentale la presenza del “disco d'oro” di proprietà della Galleria Estense. Ma il vero aspetto imperdibile della rassegna riguarda la parte divulgativa: lungo il percorso è infatti stato ricostruito il corteo che i terramaricoli mettevano in scena per curare il trapasso dei propri morti. E' stato ricostruito a grandezza naturale il momento in cui veniva pulito il cadavere, quello in cui bruciava sulla pira, il momento della scelta delle ossa carbonizzate da mettere nell'urna segnalata da un sasso di fiume, fino a quando si dedicavano agli dei gli oggetti personali del defunto. Molto suggestivi anche i video che completano questo allestimento che secondo l'allestitore Fausto Ferri è stato ideato pensando al dipinto L'isola dei morti di Boecklin. Degli aspetti scientifici si sono occupati Cardarelli e Zanasi e numerosi altri studiosi: il lavoro, portato avanti con misurazioni e ricerche ha permesso di comprendere molto delle Terramare. «Abbiamo creato - spiegano i curatori - una mostra scientifica, ma accessibile a tutti dunque con diversi piani di lettura. Non era una sfida semplice anche perché non possiamo vantare, visto che indaghiamo l'età del bronzo, troppi reperti particolarmente evidenti. Nelle sette sezioni indichiamo via via, con molto apparato informativo, oggetti e appunto ricostruzioni come la stratigrafia della necropoli di Casinalbo, tutto quanto sappiamo oggi. Si parte con la storia degli scavi che a Casinalbo partì a fine '800, poi spieghiamo quale era l'idea della morte nei popoli antichi, mettiamo anche in luce alcuni dati su quel popolo. L'età media era di 20 anni e c'erano nuclei familiari e altri laterali. Spieghiamo anche che quella società, secondo molti almeno, era egalitaria per non dire socialista. Chiudiamo spiegando la storia della cremazione dei cadaveri fino a oggi». La mostra ha un solo problema, purtroppo non di poco conto. I responsabili hanno deciso di omettere la parola “Terramare”, come invece appare in ogni comunicato stampa. A richiesta i motivi variano dal fatto che si è preferito fare una scelta “alta” legando il titolo a Ugo Foscolo al fatto che non si voleva dare troppa enfatizzare alle Terramare dopo la mostra del 1997 e il parco di Montale dei primi anni Duemila. Forse un controsenso, ma non disperiamo: il miglior mezzo di diffusione resta il passaparola e l'appuntamento ai civici merita davvero una visita. Realizzata con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, sarà visitabile gratuitamente nella Sala Crespellani dei Musei civici, al terzo piano di Palazzo dei Musei, fino al 7 giugno 2015 da martedì a venerdì dalle 9 alle 12; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Stefano Luppi

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