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«I cortili scolastici di Modena diventino parchi utilizzabili da tutti»

«I cortili scolastici di Modena diventino parchi utilizzabili da tutti»

La proposta di Adriana Querzè per aprire le aree verdi al termine delle lezioni: «Così si crea coesione sociale»

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Aprire i cortili delle scuole per renderli parchi pubblici a tutti gli effetti così da dare la possibilità ai cittadini di sfruttare nuovi spazi e allo stesso tempo di frequentare luoghi per allontanare eventuali “ospiti indesiderati”. Un presidio in più, insomma, per la sicurezza nei quartieri e una opportunità in più per chi ci abita.

È senza dubbio una delle proposte più interessanti di questi mesi emersa in consiglio comunale e portata avanti da Per Me Modena con Adriana Querzè. Il documento, firmato anche da Pd, Sel e Movimento Cinquestelle, è stato trasformato in una mozione che dovrà essere approvata prossimamente dall’aula per poi diventare operativo: «Siamo partiti da un dato di fatto: le scuole sono della comunità, di tutti i cittadini e non solo di chi le frequenta. Nel territorio comunale esistono dodici scuole statali dell’infanzia, 28 scuole primarie e dieci scuole secondarie di primo grado, ognuna delle quali con un’area cortiliva messa a disposizione dal Comune. Per tutta la durata dell’anno scolastico queste sono ad esclusiva disposizione delle scuole, ma queste 50 aree verdi hanno una fruizione molto ridotta essendo utilizzate per i pochi minuti dell’intervallo e per la pausa del pranzo per chi resta a mangiare a scuola. Dopo le 16.30 questi luoghi sono completamente inutilizzati. Ed è qui che la nostra proposta vuole arrivare: aprire questi spazi, renderli vivibili a tutti così da dare la possibilità a tutti i cittadini di uno spazio verde, ben curato, attrezzato. E perché no allontanare anche chi trova in questi luoghi, abbandonati per molte ore nei pomeriggi, una opportunità per delinquere».

Il progetto ha già un nome: “Cortili aperti”: «Siamo per creare luoghi di socializzazione tra genitori, famiglie, di crescita per la comunità scolastica, di consolidamento dei rapporti di vicinato e di interazione positiva fra generazioni».

Il punto vero è capire come trovare la formula in termini di responsabilità e sicurezza: «Questi luoghi potrebbero funzionare benissimo con la stessa logica delle palestre e dei punti lettura: sono spazi comunali che vengono tenuti aperti da soggetti che si costituiscono come associazioni o come volontari. Serve certamente uno schema di convenzione che stabilisca impegni, responsabilità e vantaggi derivanti dalla sperimentazione. Magari partendo da scuole collocate in aree diversamente poco dotate di spazi verdi o complesse dal punto di vista della coesione sociale, favorendo la costituzione di gruppi di cittadini. L’ideale sarebbe partire già negli ultimi due mesi di questo anno scolastico per impostare l’attività per il 2015/2016 con un lavoro consolidato, che abbia fatto intendere che la scuola è di tutti».

Davide Berti

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