L'Università di Modena arruola 4 “cervelli in fuga”
Unimore offre la cattedra a quattro italiani all’estero che con entusiasmo tornano nel loro paese
MODENA. «Tornare in Italia era nei miei progetti»: questo il denominatore comune dei quattro giovani ricercatori che, dopo un periodo di studio e ricerca trascorso all'estero, hanno avuto la possibilità di rientrare in Italia come professori associati presso l'ateneo modenese. L'opportunità? I programmi ministeriali “Rientro dei cervelli” e “Giovani Ricercatori Rita Levi Montalcini”. Una clamorosa smentita al comune scetticismo di chi ha davanti un giovane studioso che non contempla tra i suoi progetti quello di abbandonare per sempre l'Italia.
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Sono Simona Carra, Ciro Cecconi, Anna Cipriani e Giulia Curia i quattro “cervelli”, già noti e affermati in ambito internazionale grazie alle loro prestigiose esperienze all'estero, cui Unimore ha offerto con chiamata diretta la cattedra di professore associato, tenendo fede ai progetti di internazionalizzazione presentati all'alba del nuovo rettorato. «Il programma Giovani Ricercatori “Rita Levi Montalcini” - spiega il Rettore Angelo O. Andrisano - è riservato a chi è in possesso di una laurea magistrale, un dottorato di ricerca e un'esperienza di studio all'estero: questi i titoli per essere presi in considerazione dal bando ministeriale, che prevede ventiquattro posizioni da professore associato finanziate in modo straordinario dal Ministero». In che senso? «Si tratta della possibilità di integrare come associati i giovani ricercatori con un forte sconto sui punti organico: - l'unità di misura delle assunzioni, basata sul costo medio annuo di ogni tipologia di personale - anziché utilizzare l'aliquota prevista dalla legge si scende a una percentuale molto più bassa, pari al 5 per cento per l'Ateneo», risponde Andrisano. Il Ministero, insomma, copre circa il 95 per cento dei punti organico per le posizioni da professore associato legate al bando. «Siamo speranzosi per quanto riguarda il 2015: a queste chiamate si aggiungono altri due ricercatori, tuttora impegnati negli USA e in Messico, che vorrebbero rientrare in Italia scegliendo il nostro ateneo», conclude il Rettore.
Ma veniamo ai quattro ricercatori. «Mi sono laureato a Pisa in biologia, ho svolto il dottorato negli Stati Uniti e Berkley maturando una lunga esperienza nel campo della spettroscopia e nel laboratorio del professor Carlos Bustamante, luminare della fisica molecolare», spiega Ciro Cecconi, ora professore associato di Fisica applicata dal 1 settembre 2014 e autore di ricerche pubblicate su riviste del calibro di Science e Nature. «Modena - continua Cecconi - è l'ambiente giusto per le competenze necessarie al mio lavoro, spero di poter contribuire in modo significativo».
Giulia Curia, la seconda ricercatrice in ruolo dal 1 dicembre come professore associato di Fisiologia, è invece di origini milanesi e vanta, dopo la laurea in Scienze Biologiche e il dottorato in Fisiologia Generale all'Università degli Studi di Milano, un post-dottorato a Montreal e un periodo di attività di ricerca alla University of Washington a Seattle. Autrice di articoli per riviste scientifiche internazionali, relatrice a numerosi congressi nazionali e internazionali, il suo raggio d'azione è lo studio dell'elettrofisiologia nel campo dell'epilessia. «Ho vissuto la mia esperienza all'estero - spiega la Curia - come un percorso obbligato di specializzazione, ma con il preciso scopo di tornare e riportare qui le mie competenze».
Anna Cipriani, veronese e ora docente di Geochimica e Vulcanologia in attesa di cofinanziamento e nulla osta dal MIUR, ha trascorso una decina d'anni negli USA: «dopo la laurea in Scienze Geologiche e il dottorato a Padova ho vinto una borsa di studio per svolgere attività di ricerca alla Columbia University di New York, dove mi sono trasferita specializzandomi in geochimica isotopica».
Serena Carra, l'unica di origini modenesi e docente di Biologia Molecolare in attesa di cofinanziamento e nulla osta, vanta invece una laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche all'Unimore, un dottorato di ricerca internazionale all'Università di Catania, un post-dottorato in Quebec e attività di ricerca e docenza a Groningen, in Olanda. Vincitrice di premi e borse di studio, autore e revisore per numerose riviste scientifiche internazionali, si occupa di malattie neuromuscolari: «in questo senso Modena è all'avanguardia e ho trovato l'ambiente adatto per proseguire le mie ricerche», spiega la Carra.
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